Libro/Polimeno: "Vi spiego il golpe del falso euro. Il ruolo ambiguo di Prodi"

19 maggio 2015, Andrea De Angelis
Una moneta "illegittima". Così Angelo Polimeno nel suo libro dal titolo "Non chiamatelo euro", edito da Mondadori. Il caporedattore e giornalista parlamentare del Tg1 ne ha parlato nell'intervista rilasciata a IntelligoNews, dove partendo dal Trattato di Maastricht si è arrivati a discutere di Germania, Gran Bretagna e Italia, con particolare riferimento alla debolezza del nostro Paese nei confronti di una moneta che appare svuotata rispetto al suo progetto iniziale...

Libro/Polimeno: 'Vi spiego il golpe del falso euro. Il ruolo ambiguo di Prodi'
Partiamo dalla differenza tra coloro che dicono sì all'euro, ma non di questo tipo con chi invece è per un no all'euro a prescindere. 

«Dire no all'euro a prescindere è soltanto un'operazione demagogica per avere qualche voto di persone che si trovano in difficoltà economiche. Un qualcosa che non porta assolutamente a nulla. Invece mettere in discussione il modo in cui è stata effettuata l'operazione euro è tutt'altra cosa perché non è in ballo la validità dell'euro, fattore importante in un mondo globalizzato, ma la reale applicazione delle regole fissate nel trattato di Maastricht» 

Il trattato è stato di fatto svuotato?

«Quelle regole che erano frutto di un travaglio e di una profonda discussione tra gli Stati membri, sono state approvate dai parlamenti nazionali e in alcuni Paesi anche dai cittadini attraverso un referendum, sono state aggirate in maniera illegittima per le ragioni spiegate nel mio libro» 

Possiamo affermare  che si è passati dal tentativo di europeizzare la Germania ad un'Europa germanizzata?

«Certo, è successo esattamente questo. Dopo la caduta del muro di Berlino i Paesi europei hanno posto delle condizioni alla Germania, tra cui quella di creare un'Europa più forte ed integrata. Il cancelliere Kohl, che aveva fretta di accelerare la riunificazione, accettò quella condizione che doveva portare ad una grande Germania, ma europeizzata, cioè all'interno di una grande Europa» 

Invece?

«Invece, con le correzioni che sono state apportate in maniera illegittima, oggi l'Europa è sì una grande comunità, ma germanizzata»

Libro/Polimeno: 'Vi spiego il golpe del falso euro. Il ruolo ambiguo di Prodi'
La Gran Bretagna ci ha visto lungo?

«La Gran Bretagna era in un'ottica diversa, non dimentichiamoci che ha gran parte dei suoi scambi commerciali con l'Atlantico, con gli Stati Uniti. Non è entrata nell'euro a prescindere, quando ha scelto di non aderire non era ancora stato applicato il trucco delle regole...»

La responsabilità è dunque degli altri Paesi, Italia compresa. 

«Assolutamente sì. Maastricht imponeva una serie di misure di rigore che sono state volute soprattutto dal Ministro del Tesoro del Governo Andreotti, che risponde al nome di Guido Carli. Erano però misure ispirate a un rigore possibile, una medicina sì amara, ma che curava l'ammalato. Dopo invece si è deciso, per meri interessi tedeschi e per debolezza italiana con il Governo Prodi che ha precise responsabilità in questo, di somministrare ad alcuni Paesi ammalati, tra cui il nostro, dosi massicce di medicinali che invece di curare rischiano di portare alla morte»

Nel libro la figura di Prodi è quantomeno ambigua. 

«Per scrivere questo libro ho chiesto un incontro a Romano Prodi, in particolare per domandargli il motivo della firma al Patto di Stabilità, ma mi ha risposto che pur ritenendo molto interessante il mio lavoro la sua agenda era occupata per mesi. 

L'ex premier fu tra i primi a criticare quella firma...

Appena un paio d'anni dopo quella firma iniziò a definire tale accordo il "Patto di stupidità", però non ha mai spiegato perché lo ha firmato. Oggi Prodi è uno dei critici più severi della Germania della Merkel, ma è anche lui ad averle messo in mano quegli strumenti normativi con i quali la Germania sta costringendo gli altri Paesi a misure insostenibili»

Possiamo dire che il fine ultimo del suo lavoro è di fare chiarezza sull'annosa questione euro andando al di là dei meri slogan?

«Il mio obiettivo è di ricostruire, raccontandola in maniera semplice, una storia purtroppo realmente accaduta perché ritengo che sia necessario che il maggior numero possibile dei cittadini si renda conto di cosa è successo. Contestare l'euro in maniera cieca, senza sapere i fatti non porta a nulla, mentre prendere coscienza aiuta tutti noi a liberarci di questa camicia di forza così da individuare nel campo politico le persone più adatte per vincere questa sfida»


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