Dalle scommesse ai diritti tv: il calcio italiano affonda nel fango

19 maggio 2015, Adriano Scianca
Dalle scommesse ai diritti tv: il calcio italiano affonda nel fango
I risultati sul campo migliorano (abbiamo avuto tre semifinaliste italiane nelle tre coppe europee, una delle quali si giocherà addirittura la Champions con il Barcellona), ma fuori dal campo il mondo del pallone italico continua a rotolare nel fango

Sono due le inchieste che oggi scuotono il palazzo dello sport nazionale. 

La prima, pesantissima, riguarda veri e propri legami di società con la criminalità organizzata. Nel mirino degli inquirenti i campionati di Lega Pro e Serie D. L’operazione della Polizia di Stato è scattata stamattina all’alba, con ben 50 fermi fra presidenti, dirigenti di club e calciatori. Quasi 80 risultano essere inoltre le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta che trae origine da una cosca calabrese legata alla ‘ndrangheta.

Tutto è nato grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso in una operazione della polizia contro la ’ndrina. Tra i club coinvolti Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lamezia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas e San Severo

I club fanno parte di tutti e tre i gironi della ex serie C: nord, centro e sud. In galera sono finiti oltre 15 calciatori, 6 presidenti di società sportive 8 dirigenti sportivi, allenatori, direttori generali, 10 “finanziatori”. Almeno 28 le partite di cui sarebbe stato accertato il condizionamento, l’ultima risalente allo scorso 19 aprile. 

La seconda inchiesta riguarda presunti comportamenti sleali (e illegali) che ruotano attorno al business dei proventi che giungono al calcio dalle televisioni. L'Antitrust ha infatti aperto un'indagine sull'assegnazione dei diritti tv della Serie A. 

La Guardia di Finanza ha effettuato delle ispezioni nelle sedi di Sky, Mediaset e Lega Calcio. Secondo l'ipotesi degli inquirenti, la vendita dei diritti tv per il triennio 2015-2018 sarebbe stata portata a termine secondo un accordo segreto tra Sky e Mediaset per mantenere lo status quo. L'accordo sarebbe inoltre stato avallato della stessa Lega, che avrebbe persino accettato introiti inferiori alle attese.
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