Il cattolico Fitto e i suoi valori: come la mette con i diritti civili di Cameron?

19 maggio 2015, Americo Mascarucci
Il cattolico Fitto e i suoi valori: come la mette con i diritti civili di Cameron?
Dunque Raffaele Fitto ha lanciato il suo nuovo partito dal nome decisamente ambizioso: Conservatori Riformisti.
 

Potrebbe sembrare una contraddizione in termini, ma come ha spiegato lo stesso Fitto il modello è quello dei conservatori inglesi. David Cameron infatti è un conservatore, ma ha fatto del riformismo la missione principale del suo governo

E così ecco che l’ex ras berlusconiano in terra di Puglia ha trovato il suo punto di riferimento ideale specificando che d’ora in avanti ogni decisione sarà affidata alla base, attraverso il ricorso alle primarie. Quelle stesse primarie che Fitto ha ripetutamente invocato dentro Forza Italia ma che gli sono state sistematicamente negate da un Berlusconi che le ha sempre considerate inutili. Dunque Fitto rompe i ponti con l’ex Cavaliere e guarda a Cameron nella convinzione che anche in Italia esistano le prospettive per la costruzione di un’area di centrodestra di stampo europeo alternativa alla socialdemocrazia di Renzi ma anche alla destra estrema rappresentata dalla Lega di Salvini. A detta di Fitto Berlusconi ha ormai esaurito la sua spinta propulsiva e Forza Italia è un partito allo sbando privo di prospettiva e di strategia politica. 

Un centrodestra che riparta da Berlusconi è dunque un centrodestra condannato alla sconfitta. Tuttavia se il modello è Cameron, Fitto dovrà anche spiegare se questo modello dovrà essere adottato a 360 gradi. Il cattolico Fitto ad esempio intende anche sposare la posizione dei conservatori inglesi sul tema dei diritti civili? Sul riconoscimento delle unioni gay?

Perché Cameron in Inghilterra ha fatto proprio questo, ha rotto ogni tabù e abbracciato il mondo gay introducendo nella legislazione il riconoscimento dei matrimoni fra persone dello stesso sesso e i conseguenti diritti di famiglia. Una posizione rivoluzionaria che ha creato fratture nel partito conservatore con l’ala più tradizionalista, ma che ha permesso a Cameron di raggiungere un primato; quello cioè di aver favorito il riconoscimento dei diritti gay pur essendo il rappresentante di un partito da sempre attestato su valori tradizionali, primo fra tutti la difesa della famiglia fondata sul matrimonio. In Italia il dibattito è aperto, complice la discussione sul contestato disegno di legge Cirinnà, approvato dalla Commissione Giustizia del Senato con il voto trasversale del Partito Democratico e del Movimento 5stelle e visto come il fumo negli occhi dai cattolici, ad iniziare da quelli del Nuovo centrodestra. Lo spirito del ddl Cirinnà è proprio quello di riconoscere diritti alle unioni civili comprese quelle gay e secondo i cattolici più tradizionalisti una volta approvato potrebbe addirittura comportare la piena legittimità della pratica dell’utero in affitto, contro cui per altro è in corso una petizione internazionale da parte di personalità laiche provenienti dall’America e da altri stati del mondo. Ecco, come si comporterà in questo caso il nei conservatore riformista Fitto? Da cattolico o da conservatore all’inglese? Perché anche i temi etici hanno la loro importanza nel programma di un partito e se è verro che su certi argomenti è la singola coscienza dell’individuo a prevalere è altrettanto vero che un’indicazione di massima ogni partito dovrebbe comunque darla, pur lasciando poi libertà di coscienza ai propri parlamentari. 

Del resto fra le accuse rivolte da Fitto a Berlusconi non c’era anche quella di portare avanti una linea schizofrenica di Forza Italia? Una schizofrenia certamente riscontrabile anche nella posizione decisamente contraddittoria espressa sul tema dei diritti civili? Una posizione che è andata oscillando a seconda dell’appoggio dei vescovi alla causa berlusconiana? Contro le unioni gay quando i vescovi benedivano il Cavaliere quale paladino della difesa dei temi etici e favorevole alle battaglie dei movimenti omosessuali quando la Cei ha mostrato di non considerare più l’ex Cavaliere un interlocutore credibile ed affidabile? 

Conservatori riformisti dunque, ma fino a che punto? Conservatori sui valori e riformisti in economia? O liberisti in tutti i sensi, in economia come sui valori? Anche da certe risposte infatti si potrà davvero comprendere quale fisionomia potrà assumere il nuovo centrodestra da tutti auspicato ma finora ben lontano dal vedere la luce.
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