La ‘Vera fotografia’ di Berengo Gardin in mostra: come racconta l’Italia e ‘i suoi mostri’ - FOTO

19 maggio 2016 ore 10:50, intelligo
di Luciana Palmacci 

Scarta il colore per non distrarre l'interlocutore, il fotoreporter italiano Gianni Berengo Gardin, che da mezzo secolo vigila sul nostro Paese documentando il nostro tempo. ‘Vera fotografia’ il nome della retrospettiva del fotografo abituato a scattare solo con macchine analogiche. Per lui ha aperto le porte il Palazzo delle Esposizioni, che dal 19 maggio al 28 agosto, ospiterà le 250 immagini datate tra il 1954 e il 2015, alcune delle quali inedite, capaci di descrivere in maniera attiva e dinamica la realtà, di celebrarne il bello e denunciarne il brutto. 

Il soggetto del suo sguardo: l’Italia. Passo dopo passo, sala dopo sala, la storia del nostro paese scorre come un film. Studiata nella sua fisionomia, osservata al lavoro, mostrata nei cambiamenti e analizzata tra le pieghe della sua cultura e nel solco della sua tradizione; i manicomi, gli zingari, il mondo del lavoro, la condizione della donna, i ritratti, Milano, le Grandi Navi e Venezia, i luoghi dove "nasco fotografo" dice Gardin. Con rigore cartesiano insieme all'impegno civile non lo abbandona mai, registra con il peso nel cuore, lo scempio delle Grandi Navi che violentano la sua città, Venezia: “Mi svegliavo all'alba per catturare i mostri mentre depredano visivamente Venezia. Ero turbato soprattutto dall'inquinamento visivo. Vedere Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, simile a un suo clone di cartapesta come a Las Vegas”. È la dignità di una città che Berengo Gardin difende come ha sempre difeso la dignità di un uomo, di un paese, e che ci racconta con delle ‘vere fotografie’. 

Tra gli scatti una scelta di 24 fra i più famosi, proposti in grande formato, commentati da amici, artisti, registi, scrittori come Marco Bellocchio, Carlo Verdone, Maurizio Maggiani, Renzo Piano, Vittorio Gregotti, Jannis Kounellis e i colleghi Ferdinando Scianna e Sebastiao Salgado. “Non pensavo conoscessero le mie fotografie. Sono lusingato di questa popolarità. È un grande riconoscimento per la fotografia che fino a pochi anni fa è stata bistratta” continua il fotografo.
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autore / intelligo
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