Clima killer, nel 2200 Italia sott'acqua: quali città vivranno l'apocalisse

19 maggio 2016 ore 10:58, Andrea De Angelis
Quattro gradi in più, innalzamento del mare di due metri circa a grado. Insomma, le acque si alzeranno di quasi dieci metri e sommergeranno tante città dello Stivale. Compresa la costiera amalfitana. 

Insomma, il clima è killer o lo sarà. Anzi, l'uomo è suicida e a pagare saranno le future generazioni. Alla faccia dello sviluppo sostenibile. Certo, l'ambientalismo (come il laicismo) è a volte da "scremare", ma il rispetto del pianeta che ci ospita è uno dei temi principali nelle agende mondiali. 
Un nuovo studio condotto da ricercatori statunitensi prevede che le temperature del globo si innalzeranno entro i prossimi due secoli di 2-4 gradi a causa del riscaldamento globale e il rischio per alcune località italiane è di finire sommerse dal mare. In merito a questo scenario, gli scienziati hanno realizzato una mappa che mostra, città per città, il pericolo cui andrà incontro l'Italia se le emissioni di gas serra e il riscaldamento globale non subiranno una riduzione. Così l'organizzazione statunitense Climate Central.
Cerchiamo allora di capire quali città rischiano di più. Nello studio si leggono, tra le altre, Venezia (non è una novità) e la costiera amalfitana. Ma anche Napoli, Pisa, Fiumicino e parte della Pianura Padana. Insomma, da nord a sud, indistintamente.  

Clima killer, nel 2200 Italia sott'acqua: quali città vivranno l'apocalisse
Non è di certo il primo studio del genere. Miami e New Orleans, così come già New York, rischierebbero di essere le nuove "Atlantide", ossia scomparire come il leggendario continente che si dice inghiottito dall'Oceano Atlantico. Se le emissioni di CO2 e gas serra continueranno ai ritmi attuali le due città saranno completamente sommerse dall'innalzamento dei mari. A rivelarlo è uno studio apocalittico pubblicato su Pnas lo scorso anno, secondo il quale il destino delle due metropoli sarebbe "ormai segnato, qualunque sia l'impegno intrapreso per contrastare i cambiamenti climatici". E non nel 2200, ma entro un secolo.  




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