Agguato Parco di Nebrodi, è la 'mafia delle campagne'. Crocetta: "Esercito e perquisizioni"

19 maggio 2016 ore 12:25, Americo Mascarucci
"Con l'agguato ad Antoci la mafia ha alzato il tiro, lo Stato deve reagire in modo adeguato. Propongo l'invio dell'esercito nei comuni del Parco dei Nebrodi e perquisizioni a tappeto nelle campagne come ai tempi del sequestro Moro e dei Vespri siciliani"
Il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta non usa mezzi termini per commentare l’attentato di stampo mafioso contro Giuseppe Antoci, presidente del parco dei Nebrodi (Messina), aggredito in piena notte, mentre era sulla sua auto. Due persone hanno sparato contro l'auto blindata che percorreva la strada da Cesarò a San Fratello e che è stata costretta a una brusca frenata a causa di massi posizionati sulla carreggiata. Il presidente è stato protetto da un uomo della scorta che con il suo corpo gli ha fatto da scudo, mentre dietro la blindata si trovava un'altra auto con a bordo il dirigente del commissariato di Sant'Agata di Militello Daniele Manganaro, che ha risposto al fuoco mettendo in fuga i banditi.
Gli inquirenti sembrano non avere dubbi, dietro l’attentato vi sarebbe la questione dell’utilizzo dei fondi europei. 
Busines per la criminalità organizzata su cui Antoci pare sia andato a "ficcare il naso". 
Antoci e il prefetto di Messina hanno infatti firmato un protocollo per la legalità che di fatto impedisce alle aziende in odore di mafia di poter accedere e utilizzare i fondi europei per le attività agricole e i pascoli. Lo hanno ribattezzato il business dei pascoli dopo che il Tar ha confermato i provvedimenti interdittivi e la revoca dei terreni all'interno del Parco alle aziende che la Prefettura di Messina ha accertato essere contigue alla mafia. 

In pratica con il protocollo della legalità Cosa Nostra non avrà più accesso ai fondi europei. Il presidente del Parco avrebbe toccato gli interessi di alcune 'famiglie' mafiose, sempre le stesse, che affittano terreni pubblici o privati per pochi euro a ettaro, o addirittura se ne impossessano con metodi estorsivi, fingendo di utilizzarli a pascolo ma la cui unica finalità in realtà è quella di incassare i contributi europei. 
Una sfida troppo grossa quella che il presidente del Parco a detta degli inquirenti avrebbe lanciato contro i mafiosi. Una sfida cui Cosa Nostra ha risposto cercando di togliere di mezzo quell'amministratore testardo che ha fatto della legalità il suo punto di forza. 
Agguato Parco di Nebrodi, è la 'mafia delle campagne'. Crocetta: 'Esercito e perquisizioni'
Grazie alla firma di quel protocollo d’intesa è stata infatti creata una task force voluta dal presidente Antoci e dal questore di Messina Giuseppe Cucchiara che attraverso un’azione sinergica tra Polizia di Stato, Corpo di Vigilanza del Parco e Guardie venatorie contrasta non solo le truffe agricole, ma anche reati antichissimi ma ancora attuali come l’abigeato (furto di bestiame) e la macellazione clandestina, che oltretutto mettono a rischio i consumatori attraverso il potenziale consumo di carni da animali non controllati.

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