Il verdetto del Consiglio di Stato su liste elettorali: esclusi il finto Grillo e la Fiamma

19 maggio 2016 ore 11:28, Lucia Bigozzi
Chi entra e chi esce. Nel pieno della campagna elettorale per le amministrative di giugno, a Torino la scheda elettorale cambierà per la terza volta consecutiva. Il motivo? Le riammissioni e le esclusioni delle liste da parte del Consiglio di Stato dopo i numerosi ricorsi che in tempi elettorali sono ormai la prassi. Quasi un rito per la lista-micro che non rinuncia a correre per la poltrona di primo cittadino, ma soprattutto per uno scranno in consiglio comunale. Così a Torino, dove la battaglia si è fatta particolarmente serrata. Ieri a tarda sera, è arrivata la decisione del Consiglio di Stato, che mette la parola fine sulla trafila dei ricorsi e dei passaggio ai vari organismi di controllo e verifica. Che è successo? Il “verdetto” finale assegna una “prima” vittoria ai grillini che avevano protestato contro la lista “civetta” messa in piedi da quello che viene considerato lo “specialista” del genere, Renzo Rabellino, che aveva coniato la lista “Del Grillo”. 

[image:left] I giudici non hanno avuto dubbi: “Confonde gli elettori”. I grillini esultano. Così come esultano gli esponenti del Partito comunista dei lavoratori, ma anche i pensionati di Airaudo e Fratelli d’Italia. Chi non brinda in queste ore, è la lista della Fiamma tricolore del Msi-Dn, che non è stata ammessa alla competizione elettorale. Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, i giudici di Palazzo Spada hanno deciso per il sì e dunque il simbolo del partito di Giorgia Meloni tornerà di nuovo sulla scheda elettorale nelle otto circoscrizioni in cui è suddivisa il capoluogo piemontese (in un primo tempo era stata esclusa dalla Commissione elettorale e successivamente confermata dal Tar). A giubilare, è anche il parlamentare di Sel Giorgio Airaudo, nonché ex sindacalista della Fiom, che nella sua città è impegnato a sostenere la lista dei “Pensionati invalidi Giovani insieme”: la lista potrà correre nelle Circoscrizioni 2 e 7. Una riammissione riguarda anche il partito di Renzi: i giudici del Consiglio di Stato hanno infatto detto sì al simbolo Pd nella Circoscrizione 3. Ora tutto è pronto,  i giudici hanno detto l’ultima parola e la scheda elettorale tornerà in tipografia. Per la terza volta. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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