Fabio Torriero: “Ecco Marco Pannella che ho conosciuto: religioso (laico) e monarchico"

19 maggio 2016 ore 14:37, Lucia Bigozzi
Nel percorso culturale, intellettuale, politico e di giornalista, ha incontrato Marco Pannella. Nel giorno della scomparsa del leader dei Radicali, Fabio Torriero – direttore di Intelligonews – ne ricorda alcuni tratti distintivi.

Come e quando hai incontrato Marco Pannella?

"La conoscenza di Marco Pannella è legata al mio percorso culturale e politico. Ho iniziato ad avvicinarmi a Torre Argentina, la sede del Partito Radicale nel 1983-1984 perché da militante, intellettuale conservatore di destra, ritenevo che in quel preciso momento storico, andassero allargati gli spazi di democrazia, tra paese reale e paese legale; tra sistema e società. In questo senso, le mie simpatie si orientarono, allora, verso il Partito Radicale per le battaglie sui diritti civili, le libertà, i referendum, la democrazia dal  basso, il no alla legge Reale, l’ecologia, il finanziamento pubblico dei partiti, la responsabilità civile dei magistrati: le ritenevo battaglie di base preliminari alle categorie “destra” e “sinistra” e anche perché la destra di allora, dal mio punto di vista, si stava trasformando nel braccio d’ordine del sistema democristiano. Nulla a che vedere con l’alternativa al sistema dei miei sogni giovanili". 

Fabio Torriero: “Ecco Marco Pannella che ho conosciuto: religioso (laico) e monarchico'
In che modo si sostanziò l’avvicinamento a Pannella?

"Accadde nel 1985. Portando il saluto ufficiale al Congresso del Partito Radicale a Firenze, da esponente di destra, annunciai pubblicamente la mia iscrizione al partito di Pannella, riscuotendo l’ovazione di un pubblico che non conoscevo e, fino ad allora, ritenevo ostile, estraneo alla mia storia personale. Ricordo che insieme a me, prese la doppia tessera dei Radicali anche Bobo Craxi, esponente della sinistra e lontanissimo dalle mie idee. Fummo, però uniti da questa scelta anticonformista e fu in quell’occasione che dialogai molto con Marco Pannella e con l’avvocato Mario Di Stefano che, successivamente, fondò il Forum Democratico. Pannella veniva dalla tradizione monarchica liberale e nei miei confronti ha sempre avuto grande rispetto e grande stima. E’ un gentiluomo del passato “fulminato” da una consumazione fisica – si pensi agli scioperi della fame – relativa alle sue battaglie civili e referendarie. La mia non fu mai una scelta ideologica ma esclusivamente politica. Non condividevo allora e non condivido adesso le battaglie etiche e valoriali dei Radicali (droga, aborto, eutanasia). Ricordo che una volta Pannella fece un appello agli intellettuali e alla cultura di destra tramite Teleroma56: in quell’occasione citò il mio nome e cognome pubblicamente durante la trasmissione, in riferimento al tema dei reati di opinione sul quale ci eravamo confrontati. Il mio avvicinamento al Partito Radicale si concluse con un’esperienza professionale: nel tempo della segreteria di Giovanni Negri, collaborai con l’agenzia Notizie Radicali diretta da Gabriele Paci; una bellissima esperienza, un ambiente effervescente, un giornalismo sul campo". 

Quando è stata l’ultima volta che vi siete incontrati?

"Un anno fa al funerale di Sergio Boschiero, leader storico dei monarchici, al Pantheon di Roma. Pannella, in omaggio al suo spirito dissacrante ma anche libertario, non ha mai rinnegato le sue radici monarchiche, al punto che in chiesa durante la cerimonia religiosa ha sventolato la bandiera sabauda, confermando il suo spirito anticlericale, ma anche il rispetto delle sue radici. Pannella si batteva per il diritto di tutti ad esserci. Di lui, mi ha sempre colpito la religiosità laica, purtroppo mal indirizzata secondo me".

Ora che non c'è più, cosa vorresti dirgli?

"Spero che in questo momento di passaggio si avvicini ad un dialogo superiore non più legato alle categorie che hanno caratterizzato la sua dimensione terrena".

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]