Addio Pannella, Marco come Crono: "divorzista" con se stesso e con gli altri

19 maggio 2016 ore 15:27, Americo Mascarucci
Una vita da liberale, laico, libertario e liberista, così può essere riassunta la carriera politica di Giacinto Pannella detto Marco, morto oggi all'età di 86 anni.
Nato a Teramo il 2 maggio del 1930 aderì nel dopoguerra al Partito Liberale Italiano e fra le sue prime battaglie ci fu quella per l’italianità di Trieste. 
Liberale di sinistra fu fra i fondatori del Partito Radicale Italiano insieme a Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari, liberali come lui che uscirono dal PLI in disaccordo con la linea di destra del segretario Giovanni Malagodi contrario ad ogni forma di collaborazione e di intesa con i Socialisti. 
Nel 1963 la svolta. Diventa segretario del Partito Radicale da cui nel frattempo erano usciti gli altri fondatori e da quel momento iniziò il suo impegno come leader dell’ "altra Italia", l’Italia dei diritti e delle libertà civili che si contrapponeva all'Italia cosiddetta "democristiana e bacchettona".
Ecco così le battaglie in favore del divorzio e dell’aborto che videro i Radicali in prima linea e che furono vinte nonostante la forte opposizione della Chiesa e della Dc
Lo scrittore Pier Paolo Pasolini in quegli anni parlando delle battaglie radicali arrivò a sostenere che in realtà non si trattava di lotte per i diritti civili ma di lotte per i diritti del consumatore perché di fatto sembravano trasformare il corpo dell’individuo in un bene di consumo. Lo stesso Pasolini che di Pannella fu grande amico ed elettore radicale negli ultimi anni di vita. 
Alle battaglie per il divorzio e per l’aborto se ne aggiunsero presto altre, da quella contro la fame nel mondo, a quella contro la pena di morte per finire con quella per la giustizia giusta che i Radicali seppero ben cavalcare sulla scia del "caso Tortora". 
Fino alle più recenti e controverse. Quelle per il diritto all'eutanasia e alla legalizzazione delle droghe leggere. 
Per sensibilizzare l’opinione pubblica Pannella scelse sempre la strada della "non violenza" con una particolare predilezione per gli innumerevoli scioperi della fame e della sete che mise in atto spesso fra l’ilarità generale. Non fu estraneo a gesti di protesta estremi come le famose "disobbedienze civili" attraverso la trasgressione di leggi considerate ingiuste che lo porteranno ad essere più volte arrestato, processato e condannato. 
Gli ultimi anni di vita, Pannella li ha dedicati soprattutto ai diritti dei detenuti, chiedendo ripetutamente con gli scioperi della fame e della sete provvedimenti di clemenza, indulti ed amnistie per svuotare le carceri italiane considerate da lui non luoghi di riabilitazione ma di tortura (sostenuto in questo dai continui richiami della Corte di Giustizia Europea all'Italia).

Addio Pannella, Marco come Crono: 'divorzista' con se stesso e con gli altri
Nel 1992 sciolse il Partito Radicale e diede vita alla Lista Pannella iniziando ad oscillare a destra e a sinistra, scegliendo prima Berlusconi e poi d’Alema e tentando pure di candidarsi alla segreteria del Partito Democratico contro Walter Veltroni (la sua candidatura non venne però accettata).
Pannella è stato più volte equiparato al mitologico Crono, che creava e divorava i propri figli. Così è stato per lui. 
Pannella ha puntualmente creato e tentato di distruggere le sue creature. Le ha prima allevate, innalzate ai massimi livelli nel partito per poi farle fuori alla prima occasione utile: Francesco Rutelli, Giovanni Negri, Marco Taradash, Olivier Depuis, Daniele Capezzone, Mario Staderini, Marco Cappato sono soltanto alcuni dei tanti Pannella boys che ad un certo punto della loro storia politica hanno scoperto di essere improvvisamente indigesti al leader maximo. E anche il Partito Radicale è stato creato e distrutto, rifondato e riadattato dal proprio leader. 
Anche con Emma Bonino è finita così, fra amore (politico) intenso e "odio (sempre politico) estremo".
Compagna storica di tante battaglie è stata sempre considerata "il volto istituzionale" dei Radicali. 
Commissario Europeo, Ministro degli Esteri, persino candidata al Quirinale, ha capito ad un certo punto di essere uscita dalle grazie di Marco che senza troppi complimenti, dai microfoni di Radio Radicale, l’accusava di pensare soltanto alla propria carriera politica dimenticandosi degli obiettivi e delle battaglie della "comunità". 
Pannella è stato questo, tutto e il contrario di tutto, un personaggio amato e odiato a fasi alterne, pacifista convinto ma anti-pacifista quando il pacifismo era diventato ideologia, anticlericale ma pronto a richiamare il Papa quando sembrava essere in linea con lui su clemenza per i detenuti a abolizione della pena di morte: sapeva essere amico e nemico di tutti a seconda delle convenienze del momento, che però non erano mai le sue ma sempre quelle degli altri che rivendicavano diritti: siano essi le famiglie divorziate, le donne che volevano abortire, i malati terminali che chiedevano l’eutanasia, ma anche i carcerati dietro le sbarre, i cristiani perseguitati nel mondo, i detenuti in attesa della pena capitale. Un politico che ha comunque rappresentato sessant'anni e oltre di storia italiana.
Senza Pannella forse, anzi sicuramente, l’Italia non sarebbe stata la stessa. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]