Ciracì (fittiano): “In Crimea considerati “terroristi”. Il popolo? Dalla parte della Federazione russa”

19 maggio 2016 ore 15:35, intelligo
di Luciana Palmacci 

Il popolo in realtà è completamente dalla parte della Federazione russa” ha confessato a IntelligoNews Nicola Ciracì (Conservatori e Riformisti) che nei giorni scorsi insieme a Bartolomeo Pepe e Ivana Simeoni (Gruppo Misto) e Paola De Pin (Alternativa per l’Italia), ha visitato la Crimea. Oltre a constatare l’attuale situazione del popolo dopo il referendum, i quattro parlamentari sono stati accusati di essere ‘terroristi’. Ora attendono una risposta dal governo italiano. 
Ciracì (fittiano): “In Crimea considerati “terroristi”. Il popolo? Dalla parte della Federazione russa”

In riferimento alla delegazione italiana in Crimea a cui ha partecipato, come è andato il viaggio e qual è stata la situazione reale che avete trovato? 
“Siamo andati in Crimea con una delegazione indipendente per verificare la situazione dopo il referendum, la validità dello stesso, e le condizioni attuali del popolo sottoposto a embargo da parte della Comunità Europea. La situazione che abbiamo trovato è totalmente diversa da quella che si pensa, in realtà parlando liberamente con chiunque ci si è accorti che il popolo è completamente dalla parte della Federazione russa. Quindi è vero che c’è stato un referendum, è vero che il 90% ha scelto di andare con essa. Per altro il referendum è stato legittimo, perché non ha violato nessun trattato internazionale, quindi al di là o meno di simpatie per la politica di Putin, questo embargo rispetto alla Crimea è una cosa che non sta né in cielo né in terra. 

Cosa avete fatto o incontrato appena arrivati? 
“Per prima cosa abbiamo visitato il santuario degli italiani morti del Regno di Sardegna, e lì tutt'ora c’è un culto degli italiani. Dunque sono davvero incomprensibili tutte le questioni relative ancora all'embargo. Poi personalmente ho sollevato di fronte a tutti i responsabili del governo, perché abbiamo avuto modo di incontrare tutte le massime autorità del posto, una serie di questioni relative alle minoranze e abbiamo avuto delle risposte abbastanza chiare. Non siamo andati lì a primeggiare o a dirgli bravi. Dal momento in cui non c’è più l’embargo a Cuba, è veramente fuori dalla storia che ci sia verso la Crimea. Sono un popolo che ha fatto una scelta, quella di far parte della Federazione russa, e il problema che si pone oggi è uno: noi li teniamo chiusi, di fatto non possono venire in Europa visto che la loro ambasciata è in Ucraina, pensandoci sono prigionieri del loro Stato. Non ci sono più import ed export commerciali, ad esempio in un porto dove prima attraccavano oltre 200 navi da crociera all'anno, oggi non arriva più nessuno. È disarmante vedere un punto del genere chiuso. Stiamo parlando di persone civili, europei dalla cultura europea, persone uguali a noi che vivono questa storia anche con un silenzio dignitoso, perché non è molto normale da nessun punto di visto”. 

Al Parlamento italiano cosa chiedete? Che risposte politiche pensate di ottenere? 
“I miei colleghi hanno già presentato in Senato una risoluzione affinché la Comunità Europea elimini l’embargo e le sanzioni verso il popolo della Crimea, che sono anti-storiche, anti-politiche e che non hanno davvero nessuna ragione di essere”. 

Siete stati considerati terroristi dagli Ucraini, cosa è accaduto? 
“Sì, siamo stati inseriti come criminali, terroristi in un sito para-governativo ucraino. Tutto nasce dal fatto che l’Ucraina considera la Crimea ancora come un suo territorio, quindi qualsiasi straniero che entra in Crimea per loro è uno straniero che ha sconfinato nei loro territori senza chiedere l’autorizzazione. Ancora più grave se rivolto a noi che siamo parlamentari di una Repubblica, infatti non è assolutamente pensabile che si possa accettare una cosa del genere, di essere chiamati terroristi, criminali e mercenari. Noi occidentali non siamo abituati a questo e quindi abbiamo chiesto al governo e al nostro ambasciatore a Kiev di intervenire con immediatezza e pesantezza. Ad oggi però non abbiamo avuto ancora alcun segnale dal governo italiano, che tra l’altro critichiamo fortemente, abbiamo avuto conferma di quello che pensiamo sia della politica della Mogherini a livello europeo, sia della nostra politica governativa, che è inesistente. Perfino di fronte a quattro parlamentari della Repubblica Italiana che vengono nominati con l’epiteto di terroristi, non c’è ancora nessuna reazione. Forse hanno paura di scontentare qualcuno, ma è davvero da stigmatizzare che il nostro governo sia in silenzio”.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]