Addio Pannella, il Radicale Magi ricorda: "Tutti noi abbiamo appreso un metodo"

19 maggio 2016 ore 15:54, Lucia Bigozzi
“Devo la mia decisione di fare politica a Marco Pannella e al suo incitamento. Da lui, tutti noi abbiamo appreso il metodo dell’affermazione della legalità”. Così Riccardo Magi, segretario nazionale dei Radicali Italiani, ricorda il leader del suo partito, nel giorno della scomparsa. A Intelligonews svela alcuni tratti del Pannella politico, ma anche uomo. 

Un uomo come Pannella cosa ha rappresentato oggi per la sua formazione politica? 

"Se non avessi incontrato e conosciuto Marco Pannella, la sua storia politica e la storia del partito Radicale, probabilmente non avrei mai iniziato, né pensato di fare attività politica, perché l’insegnamento che ho ricevuto è innanzitutto di militanza per lo stato di diritto e quindi per i diritti di tutti i cittadini, diritti civili, diritti politici. E queste sono battaglie che si fanno a tutti i livelli istituzionali; in particolare nel nostro Paese che è ancora oggi un Paese in cui non c’è certezza del diritto e quindi è una lotta quotidiana quella che va fatta all’interno delle istituzioni per chi è eletto dai cittadini, ma anche all’esterno attraverso gli strumenti della democrazia diretta, i referendum, i ricorsi in sede giurisdizionale".

Addio Pannella, il Radicale Magi ricorda: 'Tutti noi abbiamo appreso un metodo'
Quanto la determinazione di Pannella nelle battaglie radicali sono serviti per la denuncia serrata che avete condotto a Roma su Mafia Capitale? 

"Da Marco Pannella e dalla storia del partito Radicale tutti noi abbiamo appreso un metodo che è quello dell’affermazione della legalità, cosa diversa dal giustizialismo e questo è fondamentale: quando ci si trova di fronte a situazioni di degrado istituzionale come quelle emerse con Mafia Capitale, chi ha questo metodo riesce in molto casi a vedere prima, ad anticipare e a denunciare prima. Il saldarsi della criminalità politica con quella comune o con quella organizzata come nel caso dell’inchiesta Mafia Capitale, si può comprendere se si ha nel proprio dna politico questa esperienza, perché queste sono esattamente le denunce che Pannella e il partito Radicale hanno fatto nei decenni scorsi. Non è un caso che negli ultimi scandali politici, ci sono sempre stati esponenti radicali eletti, che hanno saputo vedere e denunciare in anteprima quello che stava succedendo". 

Ha un ricordo privato particolarmente caro di Marco Pannella?

"Ne ho diversi. Direi la decisione del mio impegno in politica viene direttamente dalla conoscenza e dall’incitamento ricevuto da Marco Pannella molti anni fa. Penso che per molti radicali iniziare in questo modo la propria attività politica abbia corrisposto anche a un cambiamento profonda, un cambiamento in termini di coscienza di se stessi e della società in cui si vive. Ricordo che con lui c’è sempre stato un rapporto di forte empatia in cui il guardarsi negli occhi, l’abbracciarsi, il darsi la mano sono gesti che hanno avuto un significato più grande e profondo di molte parole". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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