Dal Prozac all'insulina: Eli Lilly fa 140 anni e lancia molecola anti-Alzheimer

19 maggio 2016 ore 20:32, Lucia Bigozzi
“Dovremmo avere risultati per fine anno”. Risultati attesi sono quelli collegati alla terza fase dei trial clinici sul solanezumab, un anticorpo monoclonale che potrebbe rallentare il decorso della malattia di Alzheimer, riducendo le formazioni di amiloide sui neuroni. Parola di Eric Baclet, presidente e direttore generale di Lilly Italia, azienda che festeggia i 140 anni di vita e di traguardi nel campo della ricerca farmaceutica. Qualche riferimento per farsi un’idea più precisa: dai vaccini contro tifo e poliomielite, alla prima insulina al mondo, dalla produzione di pennicillina attraverso strumenti operativi sempre più sofisticate fino al primo farmaco realizzato con la tecnologia del DNA ricombinante: in sintesi, la carta di identità di Eli Lilly, azienda che ha il suo fulcro nello stabilimento di Sesto Fiorentino. 

Dal Prozac all'insulina: Eli Lilly fa 140 anni e lancia molecola anti-Alzheimer
Non solo traguardi sempre più importanti quando si tratta della salute delle persone, ma anche una impronta etica attenta alle esigenze dei lavoratori, ai diritti civili e all’ambiente.
I numeri di Eli Lilly dicono più di tante parole e sono stati illustrati oggi dai vertici aziendali nell’incontro con la stampa, proprio nel quartier generale di Sesto Fiorentino. Più di 1000 farmaci e tra questi l’insulina e il Prozac solo per ricordarne due tra i più famosi; oltre mille dipendenti in tutta Italia e 750 milioni di fatturato in continuo aumento negli ultimi cinque anni. A questi dati si aggiungono i  465 milioni di euro investiti in 10 anni nello stabilimento di Sesto Fiorentino, considerato uno degli impianti più innovativi per la sintesi di farmaci biotecnologici a livello nazionale. “Se lo studio dimostra che abbiamo una riduzione del deposito di amiloide, e dell'erosione delle facoltà cognitive, ci troveremo a fare la storia della medicina”, ha dichiarato Baclet, il quale ha spiegato che la novità al quale l’azienda sta lavorando, non riguarda solo la molecola” per combattere l'Alzheimer, ma la ricerca procede anche su altre direzioni. L’auspicio è che “per fine anno potremo dare buone notizie, ma se anche così non fosse continueremo a lavorare su altre opzioni”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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