Referendum costituzionale in sintesi: le critiche punto per punto

19 maggio 2016 ore 17:43, intelligo

di Marina Simeone

Il referendum costituzionale su cui gli Italiani avranno l’ultima parola confermativa il prossimo autunno prevede una radicale riforma della Costituzione della Repubblica italiana. I referendum costituzionali per essere validi non necessitano il raggiungimento di un quorum di votanti, pertanto la riforma costituzionale sarà promulgata dal Presidente della Repubblica ed entrerà in vigore se i voti a favore saranno maggiori di quelli contrari. I principali punti del Referendum che dividono gli Italiani sono:

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Referendum costituzionale in sintesi: le critiche punto per punto
Riforma del Senato. Il Senato assumerebbe la funzione di rappresentanza delle istituzioni territoriali, concorrendo con l’altra camera all'attività legislativa solo per quanto concerne alcune materie, per lo più di politica europea. I numeri dei Senatori saranno ridotti a 100, designati dai Consigli Regionali fra i loro componenti e fra i sindaci.  Fino a cinque senatori sono invece nominati «per altissimi meriti» dal Presidente della Repubblica.

-          Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune e non più anche dai delegati Regionali come avviene ora, i quali partecipano nel numero di tre per Regione, eccetto Valle d’Aosta.

-          Modifiche al titolo III della Costituzione, tra cui abolizione del Cnel (abrogazione art. 99) e aggiunta del principio di trasparenza all’art. 97. Istituito nel 1957 ha come materia di competenza la legislazione economica e sociale, esprime pareri e promuove iniziative legislative.

-          Modifiche all’art. V della Costituzione. Cancellazione riferimento alle province; dall'articolo 117 scompaiono le materie a legislazione concorrente tra Stato e regioni, per cui allo Stato passerà la legislazione su  protezione civile; produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia; infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale; mercati assicurativi; disposizioni generali e comuni su attività culturali e turismo; previdenza sociale; tutela, sicurezza e politiche attive del lavoro.

-          Le leggi elettorali devono promuovere l’uguaglianza di genere e ricevere per cui pari trattamento.

-          Per quanto concerne le iniziative popolari il quorum è spostato a 150.000 firme invece di 50.000 come avviene attualmente.

Costituzionalisti, docenti e studiosi si sono in questi mesi pronunciati sul testo di riforma da proporre al popolo e il loro giudizio è risultato critico, non tanto per la sostanza autoritaria della riforma, posizione sostenuta dalle opposizioni governative, ma perché si è proposto al popolo un testo” oscurato di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione”.  In sintesi, così proposto il referendum renderebbe la Costituzione non patrimonio comune ma proposta esclusiva e combattuta di una maggioranza, peraltro altalenante. In secondo luogo si è considerato l’indebolimento del Senato un modo imperfetto di dare vita ad una seconda Camera che sia reale espressione delle istituzioni regionali, dotata dei poteri necessari per realizzare un vero dialogo e confronto fra rappresentanza nazionale e rappresentanze regionali sui temi che le coinvolgono. Le Regioni nel mentre, private di quasi ogni spazio di competenza legislativa, finirebbero con l’essere organismi privi di reale autonomia e senza garanzia fiscale e finanziaria. Neanche il contenimento dei costi sembra convincere i Costituzionalisti che sostengono che una simile riforma dovrebbe piuttosto essere mossa da questioni di equilibrio tra gli Enti coinvolti. Nel progetto – secondo tali studiosi -  vi sono anche previsioni normative che meritano di essere guardate con favore: tali la restrizione del potere del Governo di adottare decreti legge, e la contestuale previsione di tempi certi per il voto della Camera sui progetti del Governo che ne caratterizzano l’indirizzo politico, ma non sono tali da considerare la riforma rassicurante. 

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