Luxuria: "Papa a pranzo con i transessuali? Contro chi parla della teoria gender. Al Cassero arte provocatoria"

19 marzo 2015, Marta Moriconi
Luxuria: 'Papa a pranzo con i transessuali? Contro chi parla della teoria gender. Al Cassero arte provocatoria'
“Va tra gli ultimi, e devo dire che loro sono gli ultimi degli ultimi”. Vladimir Luxuria parla con pacatezza, e forse con un velo di tristezza, della prossima visita di Papa Francesco a 10 transessuali che pranzeranno con lui a Poggioreale, carcere che anche lei ha visitato e conosce bene. Poi passando al caso Cassero la sua opinione, raccolta da IntelligoNews, è più netta: “E’ arte provocatoria, come i bimbi impiccati di Cattelan”. Ma non le piace…

Tra i detenuti del carcere di Poggioreale, a Napoli, che sabato prossimo pranzeranno con Francesco ci sono dieci reclusi del reparto riservato a transessuali, omosessuali e malati di Hiv. Luxuria, un gesto che significa molto per voi?

“Io ho visitato il carcere di Poggioreale e tutta la sezione dove ci sono le persone transessuali. Va tra gli ultimi, e devo dire che sono gli ultimi degli ultimi perché poi c’è tutta la questione delle opportunità di inserimento nel lavoro. Per un Papa che si è sempre definito dalla parte degli ultimi, credo che sia quantomeno doveroso ascoltare queste storie, contro chi pensa che parlare con le persone transessuali e ascoltarle sia promuovere l’inesistente teoria del gender”. 

Al di là che questi detenuti transessuali siano o no stati sorteggiati e non scelti, quali messaggi dovrebbero dare al Papa?

“Non sono io a dover dire a loro cosa dovrebbero chiedere. Ma parleranno sicuramente dei problemi dei detenuti, del sovraffollamento, soprattutto della doppia discriminazione che vivono persino in carcere. 
Sono troppi i casi di suicidi di transessuali o di autolesionismo in cella. Soprattutto quando non possono continuare le cure ormonali, e quindi hanno scompensi anche di tipo psichico”. 

Caso Cassero, Pd e destra e la Chiesa con Cardinale Caffarra si sono pronunciati contro le loro “notti blasfeme”. E il Circolo si è scusato. Sono errori che non andrebbero fatti?

“Mah, guardate. Nel mondo dell’arte la provocazione c’è, dai bimbi impiccati di Cattelan fino a questa mostra si tratta di arte provocatoria. Detto questo dico che non mi piace. L’arte può provocare ma noi abbiamo il diritto di dire o meno se ci piace questa forma artistica”. 


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