Tunisi, lo scrittore Adinolfi: "Italia sotto (tre elementi di) attacco. Tunisia come i miglioristi"

19 marzo 2015, Marta Moriconi
Tunisi, lo scrittore Adinolfi: 'Italia sotto (tre elementi di) attacco. Tunisia come i miglioristi'
Mentre l'Isis festeggia il blitz jihadista al Bardo, con 24 morti, l’Italia piange le vittime italiane. Ma cosa si nasconde dietro all’ennesimo atto terroristico dello Stato Islamico? E quale significato dargli? Per lo scrittore Gabriele Adinolfi, intervistato da IntelligoNews, siamo di fronte a un “momento di passaggio” in Europa, un momento che ci pone direttamente sotto attacco. Ma qualcosa sta cambiando: “Gentiloni non è Monti e ha un atteggiamento diverso” e abbiamo una possibilità di difenderci a portata di mano se si deciderà di “armare Assad”. 

Attacco a Tunisi. Siamo tutti sotto attacco? 

Partiamo da un’analisi. Il primo elemento sostanziale da sottolineare è il cambio di equilibri a livello mondiale, per cui gli americani, gli inglesi e i francesi dal tempo di Sarkozy stanno facendo una serie di recuperi sui territori economici precedentemente italiani, tra cui la Tunisia che era se vogliamo un protettorato italo-francese, e la Libia era un protettorato di fatto italiano. E questo è un primo elemento di attacco che subiamo. Secondo elemento d’attacco: stiamo andando verso la costituzione dei poteri centralizzati europei che sono previsti nel 2019-2024. Allora a tutti i player europei fa comodo da un lato il terrore e dall’altro la psicologia reazionaria del terrore: saranno utili alla trasformazione. Terzo elemento d’attacco: l'attuale governo in politica estera ha cambiato modo di procedere rispetto a Monti e Terzi. L’Italia sta cercando, forse, di cambiare posizione e questo non dovrebbe piacere troppo in giro…”. 

E quale sarebbe la nuova strategia di Gentiloni?

Non so se realmente Gentiloni abbia proprio un’altra strategia, ma l’atteggiamento è sicuramente diverso. Rispetto all’Ucraina l’Italia ha cercato la pacificazione; a livello internazionale insieme alla Francia e alla Germania stiamo cercando dei rapporti economici con la Cina; sulla Libia mi pare che il posizionamento almeno a parole sia molto diverso dai governi precedenti. Idem sulla Tunisia, ho l’impressione che dal punto di vista delle affermazioni, poi staremo a vedere i fatti, ci si stia muovendo diversamente. Il governo Monti è quello che in un certo senso ha permesso le primavere arabe”. 

Tunisi, lo scrittore Adinolfi: 'Italia sotto (tre elementi di) attacco. Tunisia come i miglioristi'
Quanto accaduto in Tunisia fa parte di una strategia più ampia? In fondo è luogo di islamici moderati…

No, ma assolutamente no, ma che è una barzelletta? Le primavere arabe sono nate in Tunisia! Il fatto che il Partito islamico abbia tenuto lì un atteggiamento apparentemente moderato non significa nulla. Anche i miglioristi comunisti apparentemente avevano un posizionamento moderato ma lì c’era anche il covo di certo terrorismo comunista. L’immagine è una cosa e la sostanza è un’altra. E’ ovvio che esistono delle frange sempre più ampie di fanatismo islamico, anche un po’ indotte se vogliamo, però è anche vero che servono a tutte le centrali di potere occidentali. Perché gli americani accarezzano lo scontro di civiltà, gli israeliani hanno bisogno di una costante tendenza alla tensione, gli inglesi non vogliono che si unifichi l’Europa, e contemporaneamente chi vuole che l’Europa si unisca ha bisogno in questo periodo di passaggio di parecchia crisi psicologia”

E allora l’Italia cosa dovrebbe fare in questa fase così delicata? 

“Io l’ho sempre detto. Armare Assad”.

In effetti, su Assad c’è stata qualche apertura ultimamente…

“Anche questo è interessante no? Io non vorrei esagerare né calcare la mano su alcuni lati positivi che sto notando in Gentiloni. Però mi pare che la sua politica estera nulla abbia a a che fare con quella di Monti, anzi, è in rotta di collisione”. 

Siamo di fronte a svolta estera ci sta dicendo?

“Sembrerebbe, ma utilizzerei il condizionale. Vedremo i fatti”. 

Perché armando Assad l’Italia si salverebbe Adinolfi? 

“Armando Assad gli attentati ci sarebbero probabilmente comunque, ma esisterebbe almeno la possibilità di vincere la guerra. Anche perché voglio ricordare che sulla Siria come pure sulla Libia la Germania era contraria all’intervento in difesa delle primavere arabe. Quindi armare Assad potrebbe addirittura accelerare un processo di esercito europeo paradossalmente”. 

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