Tonelli (Sap): "Renzi investa su sicurezza: oggi Polizia ai semafori per dire che l'Isis non aspetta"

19 marzo 2015, Andrea De Angelis
L'obiettivo è chiaro, il mezzo forse discutibile. Di certo la provocazione realizzata quest'oggi dal Sap è riuscita nell'intento di attirare l'attenzione, coincidendo anche (per puro caso) con la tragedia di Tunisi. IntelligoNews ne ha parlato con Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia...

Tonelli (Sap): 'Renzi investa su sicurezza: oggi Polizia ai semafori per dire che l'Isis non aspetta'
Qualche settimana fa ci aveva illustrato le sei richieste a Renzi, dallo sblocco del turnover allo stop alla chiusura dei presidi fino al corso anti-terrorismo. Oggi siete andati oltre, con poliziotti che si sostituiscono ai lavavetri per distribuire ai semafori mezzo milione di cartoline raffiguranti il Colosseo messo a ferro e fuoco dai terroristi dell'Isis. Da dove nasce questa idea?

«L'idea è una delle tappe del nostro percorso finalizzato a far inserire quei sei punti nel disegno di legge di conversione del decreto anti-terrorismo. Purtroppo quanto successo ieri a Tunisi è una triste coincidenza, l'iniziativa era già stata preparata da parecchi giorni». 

In quante città d'Italia i cittadini hanno visto i poliziotti ai semafori?

«In cento città dove siamo stati presenti in quattrocento incroci con mezzo milione di cartoline stampate. Lo slogan è sempre lo stesso, far comprendere alla comunità che per la sicurezza proponiamo una ricetta che ha veramente un costo irrisorio». 

Ricordiamo lo slogan. 

«Si tratta della polvere di Montecitorio, ovvero noi diciamo che se si spendono 7 milioni di euro per la pulizia di Montecitorio, si possono spendere anche 6 milioni di euro per questo corso di anti-terrorismo che è stato partorito da un pool dei migliori formatori della Polizia di Stato».

Qualcuno però storce il naso, dicendo ad esempio che in attesa del poliziotto di quartiere abbiamo quello del semaforo...

«Non saprei a chi non può essere piaciuto, forse a chi spende 8 miliardi l'anno per distribuire 80 euro che non hanno portato bene né alle casse delle famiglie, né all'economia del Paese. Qui si tratta veramente di pochissimi milioni per i sei punti, 20 milioni il primo anno e 40 milioni a regime. Chiaramente la cartolina è una provocazione, un modo per attirare l'attenzione su una questione che è fondamentale». 

L'immagine del Colosseo in fiamme è comunque forte. 

«Quella è l'immagine che l'Isis ha messo in giro, noi l'abbiamo solo ripresa aggiungendovi sotto una frase. Abbiamo solo tradotto in italiano ciò che era in inglese: dalla Libia stiamo arrivando in Italia».

Lo ammetta: state mettendo le mani avanti?

«Con coscienza e volontà l'abbiamo fatto affinché il Governo si assuma la responsabilità di ciò. Diciamo che si tratterebbe di dolo premeditato (ride, ndr). Se non accettano la nostra proposta significa proprio che ci sono delle persone miopi. Bisogna scendere dal pero e pensare che se ci vogliamo difendere da persone che cercano di uccidere nel tentativo di realizzare il martirio occorre investire in sicurezza. Non va bene perché la proposta viene dal sindacato? Perché viene dal Sap?».

Mi sta dicendo che alla base c'è un problema ideologico?

«A me sembra di sì e questo è grave perché se con quello che è successo in Francia, in Belgio, in Danimarca, in Libia, in Tunisia se continuiamo a proiettare lo sguardo verso il futuro indossando delle lenti polarizzate da sfumature ideologiche allora non abbiamo compreso dove vogliamo andare».
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