Festa del papà, il sociologo Belardinelli: "La figura paterna è in crisi e la colpa è del '68"

19 marzo 2015, Adriano Scianca
Festa del papà, il sociologo Belardinelli: 'La figura paterna è in crisi e la colpa è del '68'
“La figura del padre è in crisi. E tutto è iniziato con il '68”. Parola di Sergio Belardinelli, docente di sociologia all'università di Bologna, che, intervistato da IntelligoNews, aggiunge: “Dobbiamo ripensare i ruoli nella famiglia. Ma senza esagerare perché il bambino lo portano pur sempre in grembo le donne...”.

Professore, secondo lei è in corso una decostruzione del ruolo paterno? 

«Guardi, non so quanto questo risponda a una strategia intenzionale, ma è questa decostruzione è in effetti in corso da qualche decennio. A livello sociale e culturale la crisi del padre è evidentissima. E non parlo solo del ruolo paterno nella famiglia. C'è una generazione “senza padri e senza maestri”, come diceva Christopher Lasch. Anche se preciso che io non sono uno di quelli che credono in ruoli rigidi: al padre spetta questo e alla madre spetta quest'altro...».

Non ruoli rigidi, quindi. Ma nemmeno annullamento dei ruoli. È possibile attualizzare la figura paterna senza sfigurarla?

«Assolutamente sì. L'idea dei ruoli rigidi nella famiglia è saltata completamente. Non è più scritto da nessuna parte che la donna debba restare a casa e l'uomo non debba occuparsi affettivamente dei figli. Oggi ci si offre l'opportunità di ridisegnare i ruoli. Non c'è più qualcosa che spetta obbligatoriamente a qualcuno e non a un altro. Ovviamente senza esagerare». 

Festa del papà, il sociologo Belardinelli: 'La figura paterna è in crisi e la colpa è del '68'
Cosa intende? 

«I bambini vengono ancora tenuti in grembo dalla madre e non credo che questo sia irrilevante per il modo in cui si svilupperà il loro ruolo materno. Ci sono cose che sono calate in un contesto reale, non immaginario, dobbiamo pur tenerne conto».

Questa crisi del padre ha dei responsabili? 

«Non vorrei essere uno di quelli che partecipano al gioco di dare tutte le colpe al '68, ma certo è da lì che viene la crisi della capacità educativa delle istituzioni sociali. Quando si insinua il dubbio per cui l'educazione è solo coercizione e inibizione della libera spontaneità, ecco, mi sembra che la crisi cominci proprio lì. La crisi del padre è un aspetto di una più generale crisi delle istituzioni educative. Una società che nette alla berlina tutte le istituzioni educative in nome del desiderio e della spontaneità inevitabilmente porta anche alla crisi del padre».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]