Caro Grillini, non si può offendere la religione con la scusa di Charlie Hebdo

19 marzo 2015, Americo Mascarucci

Caro Grillini, non si può offendere la religione con la scusa di Charlie Hebdo
Il presidente onorario dell’Arcigay Franco Grillini ha sentito il bisogno di scendere in campo per difendere i ragazzi del Cassero, lo storico locale gay di Bologna che si sono resi protagonisti di una serata blasfema condita di offese ai simboli della religione cattolica. Cristo, gli apostoli, messi alla berlina con immagini indecenti che hanno scandalizzato l’intera comunità bolognese, l’arcidiocesi in primo luogo, ma anche la Giunta comunale di centrosinistra e la quasi totalità delle forze politiche. 

Non sono mancati su Facebook gli insulti all’indirizzo degli autori della “serata eretica” con minacce da stigmatizzare e condannare. E su questo non ci piove. Alcuni esponenti politici del centrodestra hanno presentato un esposto in Procura chiedendo la chiusura del Cassero

Da qui la protesta di Grillini il quale ha sostenuto che “così come tutti sono scesi in piazza scandendo lo slogan ‘Io sono Chiarlie Hebdo’ allo stesso modo oggi si deve solidarizzare con i gay del Cassero. Perché- sempre a detta di Grillini – chi oggi chiede la chiusura del locale è animato dallo stesso integralismo che ha portato i fondamentalisti islamici a sparare e ad uccidere i vignettisti del giornale satirico francese per punirli delle caricature blasfeme su Maometto”. 

E no, caro Grillini, così non vale! Perché qui si ha come l’impressione che si stia cercando di rovesciare la frittata. Non si può offendere la sensibilità religiosa delle persone e poi pretendere che queste non si indignino o addirittura accettino passivamente di vedere Cristo in versione hot mentre si scambia baci gay con gli apostoli. Se questo vuol dire essere tutti Charlie Hebdo, spiacenti, noi non lo siamo. 

Tanti non lo sono stati nemmeno nei giorni immediatamente successivi all’attentato di Parigi quando la doverosa condanna del terrorismo, è sembrata indirizzata a rivendicare un presunto diritto alla blasfemia. Grillini in sostanza oggi non ha fatto altro che confermare le perplessità di quanti non ce l’hanno fatta a sentirsi Charlie Hebdo nonostante il disprezzo per gli spietati assassini che hanno ucciso i giornalisti. 

Oggi il presidente onorario dell’Arcigay sembra confermarci la reale natura di quello slogan che abbiamo sentito ripetere ossessivamente per giorni; un significato che, appunto, va oltre la condanna del fondamentalismo e diventa l’ennesimo strumento di aggressione nei confronti della religione, soprattutto quella cattolica, colpevole di non adeguarsi al mondo e di continuare a restare fedele al Vangelo. 

Cristo viene offeso? La Madonna viene offesa? Gli apostoli pure? Zitti e mosca, altrimenti se osate protestare siete come i terroristi islamici. No, caro Grillini, così non può andare. Essere Charlie Hebdo non può significare imbavagliare il dissenso dei cattolici o dei musulmani verso forme estreme di denigrazione della religione, né può significare una limitazione della democrazia; perché se voi rivendicate il diritto alla blasfemia, c’è chi ha il diritto di rivendicare quello al rispetto della propria fede. 

Una democrazia a metà, una democrazia mutilata, zoppa, dove solo alcuni diritti devono essere tollerati anche se vanno a configgere con altri, è una falsa democrazia, una democrazia malata, deformata, manipolata e infettata di integralismo laicista. 

Non è neanche accettabile la scusa che il presidente onorario dell’Arcigay ed altri hanno accampato per giustificare il ricorso a quelle immagini così offensive e sgradevoli. Poiché i gay si sentono discriminati dalla Chiesa che si oppone da sempre al riconoscimento dei loro diritti, la dissacrazione dei simboli della cristianità diventa una forma di protesta, in quanto quegli stessi simboli vengono a rappresentare di fatto una forma di oppressione. Il che tradotto potrebbe suonare pure come una minaccia al mondo cattolico; se la Chiesa non la smette di opporsi alle nozze gay, noi ci vendicheremo oltraggiando i simboli religiosi. 

Coraggio Grillini, coraggio esponenti dell’Arcigay di Bologna, coraggio anche a voi organizzatori della “serata eretica”, nessuno vi farà del male perché i cattolici non sanno andare oltre le proteste formali. Anche l’iniziativa del centrodestra state certi non sortirà nessun effetto concreto, nessuno vi obbligherà a lasciare gli spazi pubblici che occupate e nessuno vi impedirà di organizzare altre serate. I cattolici non sono grazie a Dio come i fondamentalisti islamici e, al di là di qualche minaccia via web, nessuno di loro torcerà un capello agli autori dello spettacolo blasfemo. Perché alla fine il cristianesimo è una religione di pace, amore, misericordia e perdono. Eh già, in fondo non serve essere Charlie Hebdo per perdonare i torti e le offese subite.


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