La password della settimana è "candidato sindaco"

19 marzo 2016 ore 8:00, Paolo Pivetti
Parole ribollenti di cronaca e di rissa. Parole che hanno segnato i colpi di scena della settimana.
Di candidato / candidata è ben nota l’origine: risale nientemeno che all’antica Roma, quando di elezioni (altra parola chiave, dal verbo latino eligere cioè scegliere) se ne tenevano parecchie, perché molte erano le cariche elettive, ma sempre al maschile. Dunque coloro che si offrivano per essere eletti solevano passeggiare per il Foro, aggirandosi tra i potenziali elettori, abbigliati in una smagliate toga bianca. Macché bianca, di più; addirittura resa splendente da uno speciale appretto che le permetteva di riflettere la luce del sole, una toga dunque candida. Di qui, per ciascuno di quelli che ancor oggi si propongono di essere eletti, il termine di candidato. O, in pieno trionfo di quote rosa, candidata.

La password della settimana è 'candidato sindaco'

Quanto a sindaco, è anche questa una parola che affonda le sue radici nella classicità. Viene dal tardo latino syndicus che rimanda al ben più antico greco syndikos cioè patrocinatore, composto di syn, insieme più dyke, giustizia. Per intenderci “chi è associato nell’esercizio della giustizia”. Era in realtà il rappresentante di una comunità davanti all’autorità giudiziaria. In Atene era il membro di una magistratura straordinaria eletta dal popolo per la difesa di leggi che venivano messe in discussione, che si volevano abolire o modificare. Nell’Attica, dopo l’espulsione dei Trenta Tiranni, fu il capo di una commissione incaricata di decidere sulle confische. A Roma, ai tempi dell’Impero, rappresentava gli interessi di una città greca di fronte all’imperatore o al governatore di una provincia.
La figura del sindaco, pur modificandosi, rimase per tutto il Medio Evo: era il rappresentante del Comune nelle controversie giuridiche; oppure era il revisore dei conti di una pubblica amministrazione, il capo di una comunità rurale, l’amministratore di un convento. Questo aspetto di “garante di un’amministrazio-ne” è rimasto ancor oggi nelle società finanziarie: sindaco è il titolo riservato a ciascun membro di un organo, il collegio sindacale, incaricato di sorvegliare il pieno rispetto delle norme statutarie e di legge. 
Tutto ciò premesso per il gusto della curiosità, è del tutto superfluo aggiungere una sola parola sul ruolo e l’importanza, oggi ben noti a tutti, del sindaco di una città, soprattutto di una grande città, per non parlare poi di una città metropolitana.
Rimane tuttavia, pendente, una cruciale domanda: nel caso fosse eletta una donna, avremmo per caso una sindaca? Certo, la grammatica non ha nulla in contrario, mentre ci sarebbe da storcere il naso su quel sindachessa che ogni tanto capita di sentire. Resta il fatto che la forma maschile, sindaco, è solo formalmente maschile, ma sostanzialmente neutra, quindi ugualmente adatta a una donna, quando si voglia sottolineare l’importanza istituzionale della carica.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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