Diffuse le foto del fucile con cui si sparò Cobain. Le ultime, folli ore dell'artista

19 marzo 2016 ore 15:30, Adriano Scianca
Diffuse le foto del fucile con cui si sparò Cobain. Le ultime, folli ore dell'artista
Non è chiaro perché abbiano scattato quelle foto l'anno scorso né perché le abbiano rese pubbliche ora. Fatto sta che la polizia di Seattle ha reso pubbliche sul suo sito foto inedite del fucile con il quale il cantante dei Nirvana Kurt Cobain si uccise l'8 aprile del 1994. Le foto mostrano il detective della sezione "cold case" Mike Ciesynski mentre tiene il fucile con differenti angolazioni. Si tratta di un fucile a pompa modello Remington M-11 calibro 20 comprato per il musicista di Aberdeen da Dylan Carlson, frontman degli Earth e suo grande amico. La polizia dice che le foto sono state scattate nel giugno del 2015, inserite nel sistema informatico della città di Seattle il 3 marzo e da allora inserite nel registro delle indagini. Che dietro ci sia la riapertura di un caso che, come da programma, non ha mai convinto gli appassionati di trame e complotti? 

La morte a soli 27 anni di Cobain, dopo una serie di giorni in cui l'artista mostrò comportamenti molto strani, ha costituito un evento cruciale per una generazione. Il folle periodo autodistruttivo era iniziato il 2 marzo 1994, quando a Roma, nella suite all'Excelsior di Via Veneto, andò in overdose. Cobain fu portato prima al pronto soccorso e successivamente al Policlinico Umberto I. Salvato grazie a un cocktail di farmaci, fu trasferito la mattina seguente all'American Hospital. Qui rimase in coma farmacologico per tutta la notte, ma dopo qualche giorno si riprese. Courtney Love, la controversa moglie dell'artista, dichiarò in seguito che l'incidente era stato un primo tentativo di suicidio del marito. Tornato negli Usa, Cobain si racchiuse nella sua solitudine e passò sempre più tempo da solo a drogarsi. Il 18 marzo, Courtney telefonò alla polizia temendo il suicidio del marito, che si era chiuso a chiave in una stanza armato di una pistola. Al suo arrivo, la polizia confiscò alcune armi da fuoco e una bottiglia di pillole appartenenti a Cobain, di cui tuttavia negò di essere il padrone assicurando di non aver tentato il suicidio, ma di fuggire dalla moglie. Lo stesso mese, Cobain accettò di sottoporsi a un programma di disintossicazione. Ma presto fuggì e tornò a Seattle, la sua città. Il 3 aprile, Courtney Love contattò un investigatore privato, Tom Grant, e lo incaricò di ritrovare il marito. Il giorno seguente diffuse un comunicato per la scomparsa di Cobain sotto il nome della madre del cantante. La mattina dell'8 aprile 1994, il corpo di Cobain fu trovato da Gary Smith, un elettricista, nella serra presso il garage nella sua casa sul Lago Washington.
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