Ciclone in Sardegna. Parla una sopravvissuta: «Tanti sacrifici sono andati sprecati, ora non lasciateci soli»

19 novembre 2013 ore 0:47, Andrea De Angelis
Ciclone in Sardegna. Parla una sopravvissuta: «Tanti sacrifici sono andati sprecati, ora non lasciateci soli»
Vittime e feriti
, danni ingenti e collegamenti interrotti: questo il bilancio del nubifragio in Sardegna.
Abbiamo deciso di raccontarvelo attraverso la voce di una giovane sarda, che lo ha vissuto dall'interno della propria casa. Ci troviamo a San Gavino Monreale, un comune di 9000 abitanti nella provincia del Medio Campidano. A parlare è la ventottenne Elena Demelas.

 

Ci racconti i primi minuti del nubifragio: vi siete subito resi conto della portata dell’evento?
«E’ iniziato a piovere intensamente la mattina presto, direi poco prima dell’alba. Immediatamente si è capito che non era la solita pioggia autunnale, data l’intensità e la violenza con cui cadeva». In quegli attimi quali sono le prime sensazioni che si provano: paura, timore di perdere qualcosa o qualcuno, desiderio di telefonare ai propri cari? «La prima sensazione che ti assale è lo sconcerto di fronte a questo insolito evento naturale; subito dopo arriva la paura causata anche dalla consapevolezza della posizione geografica del paese. Non nascondo di aver subito pensato di contattare i miei parenti, soprattutto chi immaginavo alla guida per recarsi a lavoro: volevo accertarmi che fosse tutto a posto».
Ciclone in Sardegna. Parla una sopravvissuta: «Tanti sacrifici sono andati sprecati, ora non lasciateci soli»
Ciclone in Sardegna. Parla una sopravvissuta: «Tanti sacrifici sono andati sprecati, ora non lasciateci soli»
Attendevate il nubifragio perché avvertiti per tempo e/o informati, o siete stati colti di sorpresa?
«Attendevamo il nubifragio perché allertati dalla Protezione Civile e dalle previsioni meteo, ma si sperava in un clima un po’ più clemente». In una Sardegna già piegata da una grave crisi economica, che ripercussioni possono avere sotto vari punti di vista simili calamità naturali? «La crisi, già forte, in tutto il territorio sardo sarà sicuramente aggravata da questo accadimento negativo. Lo si può intuire dai danni ben visibili nei caseggiati delle diverse imprese locali, dai terreni allagati, dalle coltivazioni rovinate, nonché dai danni provocati alle abitazioni. A questo si aggiungono anche gli ingenti danni a diverse infrastrutture stradali, nonché a mezzi di trasporto pubblici e privati. Il dispiacere più grande viene dal fatto che tanto lavoro e tanti sacrifici siano andati sprecati». Di fatto il suo comune è tutt'ora paralizzato? «Piano piano la situazione sta tornando alla normalità, ma nel pomeriggio la viabilità cittadina era bloccata, con strade allagate, tombini saltati e mezzi pesanti che di fatto rimanevano incastrati nelle strade. In questo momento ci sono ancora delle zone in cui l'acqua continua a scorrere come un fiume in piena. Siamo tutt'ora in allerta, visto che le previsioni per domani non lasciano presagire nulla di buono». I soccorsi sono stati possibili? Conosce qualcuno che ha avuto particolari difficoltà? «In alcune zone del paese, i soccorsi sono stati molto difficoltosi, è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile. In altre zone è stato più immediato,vista la minore gravità della situazione. Conosco molte persone per le quali oggi  è stata una giornata tutt'altro che facile...». Si segnalano interruzioni dell'energia elettrica e nelle linee telefoniche? «Sì, durante la giornata ci sono stati diversi blackout. Soltanto ora (23:00, ndr) si stanno ripristinando le linee telefoniche». Il premier Letta ha parlato di "massimo impegno per la Sardegna". Vi sentite aiutati, o temete di essere lasciati soli? «Spero che lo Stato ci veda con un occhio di riguardo, anche se di solito la nostra Isola viene lasciata sola. Vengono sempre fatte un sacco di promesse di aiuto per la Sardegna, ma  puntualmente sono disattese. Sono sempre i sardi, da soli, a dover gestire e convivere con questi disagi. Spero, comunque, che questa volta le cose cambino». Crede che i media stiano seguendo con la dovuta attenzione il nubifragio che ha colpito la Sardegna, o c'è un'attenzione minore nei confronti dell'isola rispetto ad altre regioni? «I media locali stanno seguendo l'avvenimento con grande attenzione, con singoli servizi dedicati alle diverse zone dell'isola. Quelli nazionali hanno dedicato alla vicenda un breve spazio; a mio parere hanno trattato il tutto in maniera superficiale, non evidenziando la gravità della situazione generale».  

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