"Sono solo, difendo prodotto in via d'estinzione": Conte come Prandelli

19 novembre 2014 ore 10:15, Andrea De Angelis
"Sono solo, ma non resto a perdere tempo. Difendo un prodotto in via d'estinzione".  

'Sono solo, difendo prodotto in via d'estinzione': Conte come Prandelli

  Antonio Conte non le manda di certo a dire nel dopo partita di Genova dove l'Italia ha battuto in amichevole per 1-0 l'Albania. Gara particolare, sia per il numero enorme di tifosi albanesi (che hanno cantato anche l'inno di Mameli), sia per il debutto di più di un giocatore, tra cui anche Okaka che con un colpo di testa a pochi minuti dalla fine ha deciso la sfida. Al termine il protagonista è pero il commissario tecnico: ''Sono passati tre mesi, e comincio ad avere le cose abbastanza chiare. Tutti dicono che il momento è difficile, che bisogna cambiare. Poi ti giri, e vedi che sei solo. Su sei partite ne abbiamo vinte cinque e pareggiata una. C'è chi può storcere la bocca o meno ma noi continuiamo a lavorare con ragazzi che lavorano per restare nel circuito della Nazionale. Noi dobbiamo stare zitti e lavorare", ha detto Conte. Quindi l'appello: "Armiamoci, giovani e vecchi, non ci aiuta nessuno e dobbiamo fare da soli. Stiamo lavorando su tutti, dovete avere pazienza e fare lavorare le persone. Dovete avere pazienza".  
'Sono solo, difendo prodotto in via d'estinzione': Conte come Prandelli
  Parole che non sono di certo inedite per un allenatore della Nazionale. Ecco cosa diceva Cesare Prandelli il 29 giugno del 2012, all'indomani della prestigiosa vittoria contro la Germania: "Bisogna investire sui tecnici federali, confrontarci coi presidenti di Lega, detto questo noi qui ci fermiamo. Noi siamo uomini di campo. Quando si dice che la Nazionale non frega a nessuno tranne che in queste grandi occasioni è un fatto. Nelle tre amichevoli fatte prima di arrivare qui, nessuno ha parlato di Nazionale, ma del campionato. Poi tutti diventano tifosi, la gente scende in piazza; ma allora diventa difficile! Eppure nol nostro lavoro, siamo coraggiosi, ci basta poco per far emergere le qualità. Invece sei frenato, ci sono troppo interessi, altrove prima viene la Nazionale, poi il resto...".  Lo sa bene lo stesso Conte che sempre ieri ha ammesso''Prima ero allenatore di club e vedevo solo le mie cose, ora la prospettiva è diversa''.     
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