Il videogame amato "dall'Isis" si evolve: domande etiche su "Call of Duty Black Ops III"

19 novembre 2015 ore 10:36, intelligo
Il videogame amato 'dall'Isis' si evolve: domande etiche su 'Call of Duty Black Ops III'
La guerra in un videogame. Strategie, tattiche, piani di attacco e sparatorie a non finire. Nei giorni degli attacchi terroristici a Parigi e all’Europa, nei giorni delle 130 vittime massacrate dalla follia dei terroristi-kamikaze ci si interroga, o forse sarebbe necessario farlo, sulle peculiarità di videogame incentrati sulle guerre virtuali e sull’opportunità rispetto alla platea – vastissima – degli utenti, spesso molto giovani. E’ altrettanto vero che nell’era di internet le ‘fonti’ sono infinite e la guerra è l’elemento che attraversa da sempre i secoli e la storia. Tant’è.

La novità nel variegato panorama dei videogame di settore è Call of Duty, che da dodici anni si conferma quello più gettonato dal pubblico degli appassionati di strategie e tecniche militari. Anche perché il livello di evoluzione nel modello che propone può aiutare a capire anche come potrebbero essere i conflitti del futuro (speriamo sempre più remoto). Un dettaglio su teatri di guerra, armi, tecnologie al servizio degli avversari che si fronteggiano, sono le peculiarità del videogame più amato. Oggi esce Black Ops III, considerato un ulteriore passaggio evolutivo nella realizzazione del videogame. Ma quanto è opportuno continuare su questo filone? Anche l'Occidente inizia a dubitare che questa sia la vera strada della libertà. 

COME FUZIONA. La serie Activision esordì proponendo una ricostruzione molto efficace anche dal punto di vista degli “effetti speciali” della seconda guerra mondiale, ma negli anni si è evoluta “raccontando” l’evoluzione dei teatri di guerra, esattamente come accade nella realtà. COD è il “re” dei giochi più gettonati e venduti con all’attivo ben 10 miliardi di dollari. La caratteristica del multiplayer è quella maggiormente apprezzata dagli utenti che hanno la possibilità di fronteggiare altri avversari online in tutto il mondo. Black Ops III è l’ultima versione e gli sviluppatori di TreyArch, proprio per offrire un prodotto sempre più “accattivante”, si sono ispirati ad uno dei videogiochi di nuova generazione, Assassin's Creed. La trama è basata su flashback del passato che si intrecciano con proiezioni sul futuro e con l’obiettivo sempre più complesso di salvare l’umanità dalla catastrofe. In realtà il videogame si propone come una sorta di viaggio nel tempo dove l’utente “rivive” condizioni particolarmente difficili e compromesse dalle quali deve uscire per salvarsi e cambiare il destino del mondo dell’imminente catastrofe. 

Tra le novità del videogame c’è il fatto che i “soldati” di Black Ops III sono umani fino a un certo punto perché hanno un chip inserito nel cervello che li rende pressochè imbattibili. Non è finita qui, perché il chip consente ai “protagonisti” di trasformarsi in hard disk portatili capaci di immagazzinare dati e informazioni e di trasferirli a vicenda, ma anche rubare direttamente dalla mente altrui. I nemici che devono affrontare e battere sono sempre più simili alle macchine al punto che alla fine, il videogame dalla guerra “virtual-reale” sconfina nella fantascienza pura. 


autore / intelligo
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