"E' guerra" per Hollande e "ci vorrà ancora del tempo". Tradotto per i francesi: restrizioni

19 novembre 2015 ore 10:59, Americo Mascarucci
'E' guerra' per Hollande e 'ci vorrà ancora del tempo'. Tradotto per i francesi: restrizioni
In Francia è stato d’emergenza. Lo annuncia il presidente Francois Hollande, invitando i francesi ad avere pazienza per le sostanziali restrizioni
alle libertà che saranno imposte da qui ai prossimi mesi per prevenire e scongiurare il rischio di nuovi attacchi terroristici. Hollande ha parlato di fronte alla conferenza dei sindaci francesi che si sta svolgendo a Parigi: 
“Lo Stato di emergenza restringerà temporaneamente le nostre libertà – ha spiegato Hollande - ma le misure d'emergenza serviranno per ristabilire le nostre libertà in futuro. Ho deciso di ristabilire i controlli alle frontiere nel rispetto dei trattati europei. I terroristi hanno voluto colpire l'idea stessa di Francia. È il Paese nel suo insieme che è stato attaccato. Siamo in guerra contro il terrorismo che ha deciso di dichiararci guerra”. 

Il Presidente dunque ci tiene a far sapere ai francesi che le misure d’emergenza sono essenziali per garantire la sicurezza nazionale e per fare in modo che presto si possa tornare alla normalità. "Ci vorrà ancora del tempo per arrivare alla conclusione di questa guerra contro il terrorismo, che è iniziata molti anni fa, per questo bisogna armarsi di pazienza e di fermezza”. 

La legge francese del 1955 prevede che il decreto con il quale il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di urgenza possa autorizzare le autorità amministrative all'utilizzo di eccezionali poteri di polizia riguardanti la circolazione di persone e di veicoli, il soggiorno di persone, la chiusura di luoghi pubblici, le perquisizioni a domicilio di giorno e di notte, il divieto di riunioni di natura tali da comportare disordini, nonché il sequestro di armi. L'articolo 11 della legge del 1955 prevede inoltre la possibilità di adottare tutte le misure volte ad assicurare il controllo della stampa e delle pubblicazioni di ogni natura come quelle delle emittenti radiofoniche, delle proiezioni cinematografiche e delle rappresentazioni teatrali. Lo stato di urgenza ha la durata di dodici giorni e ogni suo prolungamento deve essere autorizzato per legge dal Parlamento. Insomma una stretta a 360 gradi.

Naturalmente le limitazioni alle libertà individuali e collettive dovranno rispettare la Costituzione ed è per questo che Hollande chiede a tutte le forze politiche di non opporsi a quelle modifiche costituzionali essenziali a far sì che lo stato d'emergenza non crei un conflitto fra il potere politico e l'organo supremo chiamato a vigilare sul rispetto della Costituzione, la Corte Costituzionale di Francia. E mentre sul piano interno si rafforzano le misure di sicurezza e si introduco misure eccezionali per contrastare il rischio di nuovi attentati, sul piano internazionale sembra concretizzarsi sempre di più un asse Hollande-Putin nella guerra contro l’Isis.  La Francia sembra infatti decisa a proporre all’Onu lo stesse misure proposte dalla Russia. Una saldatura quella fra il Cremlino e l’Eliseo che potrebbe spingere l’America a mettere da parte i dubbi che ancora impediscono la creazione di un vero e proprio “asse contro il male” che comprenda tutti i Paesi impegnati nella lotta contro l’Isis. 

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