Da Parigi a Roma, dalle armi chimiche ai droni: tutte le minacce "pubblicizzate" dell'Isis

19 novembre 2015 ore 11:52, Americo Mascarucci
Da Parigi a Roma, dalle armi chimiche ai droni: tutte le minacce 'pubblicizzate' dell'Isis
L’allarme è di quelli da far rabbrividire. Arriva da Parigi e a lanciarlo è il primo ministro francese Manuel Valls, non in via informale ma davanti all'Assemblea nazionale. "L'immaginazione macabra dei mandanti del terrorismo islamico non ha limiti – fa sapere il premier francese - e oggi non possiamo escludere niente, ci può anche essere il rischio di armi chimiche e biologiche. Siamo in guerra, non una guerra di quelle a cui la storia ci ha abituato - dice Valls - Questa nuova guerra resta una guerra pianificata condotta da un esercito criminale, quello che è nuovo sono i modi di operare, di colpire, di uccidere, che evolvono senza sosta". 

Insomma, un allarme sconvolgente destinato ad aumentare la sensazione di terrore che si percepisce già di per sé di fronte alla paura costante di finire nel mirino di questi pazzi criminali, magari anche soltanto perché si sceglie di andare a vedere una partita, un concerto o di andare a mangiare in un ristorante. Ma a forza di lanciare allarmi non c’è il rischio di ottenere l’effetto contrario, quello cioè di fare il gioco dei terroristi, aumentando il livello di paura già molto elevato fra le persone? 

A luglio ci avevano avvertito che l’Isis stava pianificando l’uso di droni civili di basso costo per lanciare ordigni esplosivi su eventi sportivi o culturali in zone aperte al pubblico, causando molte vittime. 
Fonti dell’antiterrorismo coperte da anonimato avevano dichiarato al settimanale francese ‘L’Express’ che i gruppi legati al movimento jihadista islamico stavano cercando di usare droni per i loro piani di guerra terroristica in contesto urbano, sfruttando le evoluzioni tecnologiche registrate nel settore. Al punto che proprio ieri il Prefetto di Roma Franco Gabrielli aveva annunciato che fra le misure di prevenzione e di sicurezza adottate in vista del Giubileo c’è anche un programma speciale per l’abbattimento dei droni pronti a sorvolare la Capitale. 

Adesso si è aggiunta anche la minaccia degli attacchi chimici che per quanto concreta, rischia di alimentare la psicosi da attentato. Perché se un rischio esiste, e quello degli attentati terroristici nelle capitali europee è purtroppo molto alto, è altrettanto vero che lanciare nuovi allarmi per giunta ancora più pericolosi di quelli già conosciuti, rischia di consegnare il mondo alla paura e alla rassegnazione di aver perso definitivamente il diritto alla libertà; sì la libertà di non avere paura. 
Certe informazioni forse sarebbe opportuno che restassero nel recinto delle forze di sicurezza e delle strutture di intelligence chiamate a prevenire e contrastare il rischio degli attentati. Anche perché, cosa può fare il comune cittadino di fronte al pericolo di un attacco chimico o di fronte alla minaccia dei droni se non spaventarsi più di quanto lo sia già?

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