Dopo Parigi cosa serve all'Italia? Tonelli (Sap): "Non basta l'intelligence, occorre tutto un apparato"

19 novembre 2015 ore 12:16, Andrea De Angelis
Dopo Parigi cosa serve all'Italia? Tonelli (Sap): 'Non basta l'intelligence, occorre tutto un apparato'
Al di là di ogni ideologia e di ogni barriera religiosa. Nel nome di un servizio al Paese, che oggi come non accadeva da tempo è tanto richiesto quanto necessario. La sicurezza, che non ha colore o partito, è oggi al centro dell'agenda politica. Ma cosa serve alle nostre forze dell'ordine, alla Polizia italiana? IntelligoNews lo ha chiesto a Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap...

Cosa serve oggi alla Polizia? In concreto. 

"Innanzitutto va sbloccato immediatamente il turnover perché ogni anno come forze dell'ordine perdiamo circa 2.500 unità e questo al di là delle dichiarazioni. Segni meno questi che, a forza di accumularsi, hanno portato a un vuoto di 45.000 unità. La legge sulla riforma della pubblica amministrazione ha cancellato questo vuoto dicendo che i nuovi organici sono quelli alla data di approvazione della legge. Questo va rivisto, va tolto il limite. Un vuoto che pesa come un macigno sull'apparato della sicurezza". 

A Roma in questi giorni si vede l'esercito, ad esempio nelle fermate delle metro. Una misura straordinaria che dovrà essere seguita da cosa?

"Un'operazione di Polizia su strada ha cento funzioni e questi militari sopperiscono ad una, quella della vigilanza. Il loro compito è chiaramente limitato, un'operazione tampone, assolutamente emergenziale che deve cercare di sopperire a quel vuoto". 

Ripeto. Cosa serve?

"Gli investimenti per una formazione adeguata, qui serve tutto un apparato. Sappiamo di giubbotti antiproiettile scaduti, auto in difficoltà, locali non funzionanti. Dobbiamo avere un altro tipo di preparazione perché come ho detto mille volte questi cercano il martirio volendosi uccidere, quindi l'insidia è diversa e non può essere patrimonio esclusivo dei reparti speciali un certo tipo e livello di preparazione alla stessa. Di questo l'Europa ne ha preso consapevolezza". 

Cosa hanno fatto i francesi quest'anno?

"Dopo Charlie Hebdo hanno messo sul piatto 500 milioni di euro e 2.000 operatori in più e ora hanno detto che ne assumeranno altri 5.000 nel prossimo biennio. Qui è anche un discorso di prestanza fisica, non abbiamo a che fare con terroristi sessantenni claudicanti. L'età media di tutte le forze di Polizia è pari a 47 anni". 

In molti oggi chiedono maggiori investimenti per l'intelligence. Una richiesta corretta?

"Serve l'uno e l'altro. Intanto sull'Italia bisogna investire sul buonsenso, perché negli ultimi trent'anni secondo me abbiamo smantellato l'intelligence. Siamo un Paese strano, che prima manda al macero le risorse, energie e strumenti migliori, ma poi quando ci mancano vogliamo rivalutarli. Una situazione creata, ahimè, da sbalestramenti ideologici". 



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