Centrodestra, lavori in corso: Meloni a Roma e a Milano è tempo da Lupi per Salvini

19 novembre 2015 ore 13:14, Americo Mascarucci
Centrodestra, lavori in corso: Meloni a Roma e a Milano è tempo da Lupi per Salvini
 Alla ricerca dell’unità perduta. Lavori in corso nel centrodestra fra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia con l’obiettivo di presentare candidati comuni in tutte le città chiamate al voto la prossima primavera. 
Naturalmente le attenzioni maggiori restano puntate su Roma e Milano; nella Capitale il centrodestra unito proverà a contendere al Movimento 5Stelle il ballottaggio, mentre a Milano punterebbe a vincere già dal primo turno. Su Roma pare in definitivo tramonto l’ipotesi Alfio Marchini che in un primo tempo Berlusconi aveva benedetto; ipotesi che non incontrerebbe il gradimento né della Lega né dei Fratelli d’Italia. Pare che nel vertice a tre a Palazzo Grazioli fra Berlusconi, Salvini e Meloni, da parte del leader del Carroccio e dell’ex ministro della Gioventù sarebbe arrivato un deciso veto sul nome dell’imprenditore considerato troppo di sinistra. 

Dunque semaforo verde alla candidatura della Meloni? Non è detto ancora, anche perché dentro Forza Italia non mancano le voci contrarie. Non piace a molti che Salvini e la Meloni impongano veti sui candidati e come si sa nel partito azzurro gli sponsor di Marchini non sono pochi soprattutto nell’area degli ex An (leggi Gasparri?) per nulla attirati dall’idea di consegnare il Campidoglio alla “pupilla” di Fabio Rampelli. La Meloni dunque la riserva non l’ha sciolta, ma a questo punto la sua candidatura a Roma apparirebbe la più scontata. A Milano invece sembra sfumare l’ipotesi di un candidato della Lega. Questo per due motivi: il Carroccio governa già la Regione Lombardia con Roberto Maroni e quindi Forza Italia avrebbe difficoltà a digerire anche una “camicia verde” a Palazzo Marino nonostante lo stesso Berlusconi, per disinnescare la mina Salvini come leader alla premiership del centrodestra, gli avesse offerto la candidatura a sindaco già mesi fa. 

La seconda ragione albergherebbe nella sempre più probabile discesa in campo del commissario Expo Giuseppe Sala come candidato del Pd, ipotesi questa che secondo i sondaggi potrebbe rivelarsi molto pericolosa per il centrodestra dato l’alto gradimento che Sala ha guadagnato proprio con la gestione dell’esposizione universale. Il timore è che un candidato leghista possa risultare poco appetibile per l’elettorato moderato che potrebbe quindi rivolgersi verso il “tecnico” del Pd. 
E così sarebbe tornata in campo l’ipotesi Maurizio Lupi che riporterebbe in coalizione anche quelli del Nuovo centrodestra. Ma come giustificare a Milano un’anomala alleanza Salvini-Alfano? Infatti Matteo pare abbia già bocciato la scelta. Questo resta lo scoglio da superare anche se Lupi da mesi non è più al Governo e questo aiuterebbe molto il disgelo con il Carroccio. 

A Napoli resterebbe in piedi l’ipotesi Mara Carfagna anche se qui il centrodestra deve fare i conti con il sindaco uscente Luigi De Magistris, con il Movimento 5Stelle e con il Pd deciso a puntare sull’ex vendoliano Gennaro Migliore. Non ci sarebbero insomma grandi possibilità di spuntarla. Anche la sfida di Torino contro Piero Fassino si prospetta tutta in salita e qui il nome più gettonato sarebbe quello del forzista Osvaldo Napoli con la speranza di costringere il sindaco uscente almeno al ballottaggio. A Bologna invece la spunterebbe la Lega che da mesi ha fatto scendere in campo Lucia Borgonzoni anche se Berlusconi preferirebbe un imprenditore per tentare di ripetere il “miracolo Guazzaloca” di fronte alla spaccatura in atto nella coalizione del sindaco uscente Merola fra il Pd e Nuova Sinistra di Fassina. 

Gli incontri si susseguono e al momento l’unico accordo sembra essere sulla volontà di andare insieme; una prospettiva questa che non entusiasma né la Lega né tanto meno Forza Italia (Salvini non ama Berlusconi e il leader del Carroccio a sua volta non è amato dall’ex Cavaliere) ma che dal punto di vista dei numeri è l’unica possibilità che il centrodestra ha per provare a tornare competitivo sul mercato politico. 
 

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