Parigi, Sbai (LN): “E' strano, l'Isis non ha donne kamikaze. Il sospetto filo-qaedista"

19 novembre 2015 ore 13:02, Lucia Bigozzi
Parigi, Sbai (LN): “E' strano, l'Isis non ha donne kamikaze. Il sospetto filo-qaedista'
“Sugli attacchi di Parigi c’è la firma dell’Isis o del Fronte Al-Nusra?”. La domanda se la pone Souad Sbai (LN), scrittrice ed esperta del mondo musulmano che nella conversazione con Intelligonews analizza i rischi per l’Italia e gli allarmi che rimbalzano dalla Francia, come quello del primo ministro Valls sulla possibilità di attacchi chimici. 

Il primo ministro francese Valls ha parlato di “possibili attacchi chimici o con armi batteriologiche”. E’ un allarme verosimile?

«Mantengo alcune perplessità sul fatto che ci sia l’Isis dietro gli attacchi di Parigi. La stampa araba, ad esempio, tende a ricondurre la “firma” dell’azione terroristica al Fronte Al-Nusra che è filo-qaedista. C’è poi un elemento nella dinamica degli attentati terroristici in Francia che mi fa riflettere: a Saint-Denis una donna del gruppo dei terroristi si è fatta saltare in aria indossando una cintura esplosiva: è un particolare secondo me non riconducibile all’Isis perché le donne dell’Isis non si fanno esplodere bensì lavorano dietro le quinte. Invece, le donne di Al Qaeda si fanno saltare in aria, come i kamikaze. Se questa tesi fosse confermata, l’allarme del primo ministro Valls potrebbe avere un qualche fondamento. Detto questo, non bisogna creare allarmismi inutili, occorre stare coi piedi per terra e andare avanti. La cosa fondamentale, però, è capire chi è il nemico. Io in questo momento mi chiedo: e Isis o Al-Nusra? Se si tratta dell’Isis ritengo che vada combattuto laddove si muove, cioè nella sua area di riferimento con un attacco di terra mirato proprio per salvaguardare i civili che con tutto questo orrore non c’entrano nulla. Tornando a Parigi, credo che la dinamica, la logistica e la pianificazione degli attentati presupponga una organizzazione molto strutturata, diversa dai terroristi dell’Isis che tra l’altro, mi pare stiano un po’ in difficoltà. Ma ripeto, prima di ogni altra cosa bisogna capire bene chi è il nemico che abbiamo di fronte»

Allerta altissima anche per l’uso dei droni: sono strumenti di cui l’Isis dispone oppure la loro dotazione militare non è poi così avanzata?

«Non sottovalutiamo le risorse di cui può disporre l’Isis che vende pretrolio a mezzo mondo e coi soldi che ne ricavano possono avere tutte le armi e gli strumenti che vogliono. In questo senso ritengo plausibile anche l’uso dei droni ma noi non è che nel frattempo stiamo a guardare quando e se arrivano. Oggi coi satelliti siamo in grado di leggere perfino le targhe delle macchine, figuriamoci il volo di un drone. Altro elemento importante che voglio sottolineare riguarda l’altissimo livello di preparazione dei nostri servizi; la nostra è tra le migliori Intelligence a livello internazionale in grado di scovare quelle piccole realtà nascoste in un territorio che sono le più pericolose»

Dalle cronache francesi emerge che i terroristi avrebbero fatto uso di droga prima degli attentati per esaltarsi. Qual è la sua valutazione?

«Non credo che abbiano fatto uso di stupefacenti, casomai possono farne un traffico per ricavarne soldi. Lo dico perché sono jihadisti, ovvero convertiti all’Isla radicale ed estremista e chi entra in quel mondo non fa uso né di droghe né di alcool. Ricordiamo poi che in Afghanistan era Al Qaeda a finanziarsi attraverso il controllo dell’oppio e anche questo secondo me è un elemento da leggere bene analizzando gli attacchi di Parigi»

C’è poi un allarme lanciato dall’Fbi che ci riguarda da vicino ed ha per target San Pietro, il Colosseo e la Scala di Milano. Come lo legge?

«Ovviamente, le segnalazioni dei servizi internazionali vanno tenute in considerazione ma fino a un certo punto perché io mi fido molto di più della nostra Intelligence e di uomini come Massolo che da anni studiano il fenomeno terroristico lavorando anche sulle seconde e terze generazioni. Io chiedo agli italiani di continuare a fare la loro vita di ogni giorno senza lasciarsi condizionare dall’altro fenomeno al quale in queste ore assistiamo anche in Italia, ovvero quello dei falsi allarmi che generano psicosi e un senso di paura. Noi abbiamo i nostri professionisti che lavorano con serietà e dobbiamo essere pronti anche ad eventuali rischi che potremmo correre ma questo non vuol dire entrare nel panico o farsi condizionare dal momento di confusione che ci circonda. L’importante è capire bene chi è il nostro nemico per poterlo combattere e sconfiggere»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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