Dal Sarin all'Iprite passando per le Torri: come, quando e chi ha usato le armi chimiche

19 novembre 2015 ore 16:06, intelligo
Dal Sarin all'Iprite passando per le Torri: come, quando e chi ha usato le armi chimiche
L’uso delle armi chimiche in guerra non è una novità. E se oggi dalla Francia rimbalza l’allarme del primo ministro Valls su “possibili attacchi chimici o con armi chimiche o batteriologiche”, c’è un fil rouge che attraversa i fatti della storia, antica e recente. 

DA SADDAM AD ASSAD. L’anno è il 1988 e l’Iraq è quello di Saddam Hussein che all’apice dell’offensiva contro gli iraniani usò armi chimiche contro iraniani e curdi, sterminandone migliaia e costringendo Teheran a sedersi al tavolo dei negoziati. Secondo le fonti che attestano la veridicità dell’uso delle armi chimiche, il Rais utilizzò l’Iprite. Armi chimiche che per la loro potenza e la capacità di diffusione e penetrazione tra la popolazione, sono state ribattezzate – non a caso – armi di distruzione di massa. Oggi l’Occidente accusa il regime di Assad di aver impiegato un gas – il sarin – per colpire i ribelli che combattono per la cacciata del dittatore dalla Siria. 

LA STORIA. Ricordate il rischio antrace e i pacchi con la misteriosa polverina? Nel 2001 dopo l’attacco terroristico alle Torri Gemelle, se ne parlò diffusamente e negli Usa scattò una vera e propria piscosi da antrace. Le armi chimiche entrano nella strategia militare durante la prima Guerra mondiale quando gli eserciti francesi e tedeschi armarono le loro granate con cloro e fosgene, causando la morte di circa centomila persone, per non parlare del milione di individui che rimasero gravemente menomati. Ma nel 1935 anche l’Italia fece ricorso a bombe a base di iprite in Eritrea e nel 1928 ai gas asfissianti per la missione in Libia. 
Qualche anno dopo, durante la seconda guerra mondiale, vennero impiegati nei campi di battaglia dai soldati giapponesi e tedeschi, ma anche nei campi di concentramento: i nazisti, ad esempio realizzarono un insetticida a base di cianuro, meglio conosciuto con il nome di Zyklon B col quale sterminarono ebrei, omosessuali e popolazioni gitane. Le armi chimiche tornano poi negli anni ’60 durante la guerra in Vietnam quando – spiegano le cronache – i soldati americani sarebbero ricorsi all’Agente Arancio, un erbicida che secondo la versione ufficiale era usato per togliere le foglie degli alberi e far venire allo scoperto i Vietcon. In realtà furono moltissimi i vietnamiti che riportarono bruciature ma anche modifiche genetiche dell’organismo. 

Ma a quando risale la prima arma chimica della storia? La traccia più antica affonda le radici nel V secolo avanti Cristo, nella guerra tra Sparta e Atene. Gli spartani usarono come arma una specie di mix incendiato di zolfo, lesina e legno. E’ il 1346 l’anno cui si fa risalire il primo conflitto batteriologico: accadde durante l’assedio di Caffa, città della Crimea colonizzata dai genovesi. L’esercito mongolo, già fiaccato da numerosi casi di peste, decise di sferrare l’attacco lanciando con catapulte i corpi infetti dei soldati morti di peste, dentro le mura della città. 

Se nel 1874 la Dichiarazione di Bruxelles mise al bando l’uso “dei veleni in guerra”, di fatto le armi chimiche hanno continuato a circolare. E a uccidere.

LuBi
autore / intelligo
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