Insalate in busta, rischio salmonella resistente al lavaggio: cosa fare

19 novembre 2016 ore 13:50, Americo Mascarucci
Adesso la salmonella può nascondersi anche nell’insalata in busta, quella che solitamente si acquista nei supermercati.
Lo sostengono alcuni ricercatori della University of Leicester a detta dei quali, le foglie di insalata in busta potrebbero agevolare lo sviluppo dei batteri della salmonella. 
La salmonella causa febbre, vomito e diarrea per circa una settimana, ma può essere ancora più pericolosa per gli anziani e i bambini.
Lo studio della Leicester University, condotto dalla dottoressa Primrose Freestone e pubblicato su Applied and Environmental Microbiology, mostra che un'iniziale contaminazione di 100 batteri di Salmonella in foglie di insalata può aumentare fino a 100 mila batteri dopo cinque giorni quando l'insalata è conservata in una confezione di plastica. 
"Una dose più che sufficiente per provocare un'infezione", osserva la dottoressa Freestone. Attenzione, perchéi batteri sarebbero talmente potenti da sopravvivere persino alla classica risciacquata.
Come evitare dimnque il rischio?

Insalate in busta, rischio salmonella resistente al lavaggio: cosa fare
L'esperta aggiunge:
"Sarebbe utile non non tenerla troppo a lungo nel frigo, comprare la data con la più lontana scadenza e mangiarla se possibile lo stesso giorno dell'acquisto".
I produttori di insalata smentiscono però l'allarmismo e spiegano:
"Il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che a differenza del lavaggio domestico, garantiscono un prodotto sicuro e conforme alla legge" scrive in una nota Guido Conforti, Responsabile Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV gamma AIIPA. 
"È per questo motivo che il Ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come lavato e pronto al consumo".
"Lo scorso 13 agosto 2015 - aggiunge - sono entrate in vigore sul territorio italiano le nuove regole in materia di produzione, confezionamento e commercializzazione della Quarta Gamma, ossia frutta e verdura freschi, lavati, confezionati e pronti al consumo, come ad esempio le insalate in busta o i mix freschi da cuocere. La normativa detta una serie di parametri vincolanti sulla sicurezza alimentare e sulla qualità che devono essere rispettati nel ciclo produttivo e nella distribuzione dei prodotti di Quarta Gamma. Dal 13 agosto 2015, infatti, è scattato l’obbligo per tutti i produttori e per la Distribuzione di garantire il rispetto della catena del freddo a una temperatura uniforme e costantemente inferiore agli 8°C lungo tutto il percorso che va dalle linee di confezionamento ai banchi refrigerati dei punti vendita".

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