Partite IVA, commercianti, artigiani e professionisti: come cambia "il regime"

19 ottobre 2015, Luca Lippi
Partite IVA, commercianti, artigiani e professionisti: come cambia 'il regime'
Nella legge di Stabilità si propone di estendere il regime fiscale dei minimi a un bacino di contribuenti più ampio che attualmente sono tagliati fuori. Lo scopo del Governo è quello di rivedere le regole e i limiti fissati nella manovra dell’anno scorso che aveva penalizzato numerose partite IVA, commercianti, artigiani e professionisti.
Nello specifico Matteo Renzi punta ad alzare il tetto massimo dei ricavi per poter entrare nel nuovo regime dei minimi, il risparmio di imposta per il contribuente si fa interessante: così, la soglia dei compensi massimi, attualmente pari a 15mila euro, prevista come condizione per l’accesso al regime agevolato per professionisti ed esercenti scientifiche, tecniche, sanitarie di istruzione, servizi finanziari e assicurativi raddoppierà, passando a 30mila euro.

L’innalzamento del tetto dei ricavi riguarderà anche tutte le altre attività e sarà di circa 5-10mila euro per singola categoria (questo è al vaglio del Governo che deciderà nei prossimi giorni).
Riguardo l’imposta che si dovrà pagare, sarà in misura fissa pari al 5% e coprirà l’Irpef e addizionali, Irap e Iva, per i primi 3 o 5 anni (anche in questo caso la scelta finale spetterà al Governo nei prossimi giorni) per poi passare al 15%.

Potrebbe essere ritoccato al rialzo anche il tempo massimo di permanenza nel regime dei minimi, nel vecchio regime il tempo di permanenza era pari a 5 anni; tuttavia i tempi dovranno esssere determinati dopo avere calcolato tutte le risorse economiche a disposizione, quindi la disposizione è in divenire. 
La revisione al regime agevolato secondo la previsione del Def dovrebbe riguardare anche dipendenti e pensionati che ancora lavorano con una partita Iva
Il limite attuale dei 20mila euro per entrare nel regime agevolato e oltre il quale viene meno la verifica della prevalenza tra redditi di lavoro autonomo e redditi di lavoro dipendente e assimilati potrebbe aumentare a 30mila euro.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]