Le 5 stelle un lusso che si paga? Anche Amazon chiama in causa gli utenti falsi

19 ottobre 2015, Marta Moriconi
Le 5 stelle un lusso che si paga? Anche Amazon chiama in causa gli utenti falsi
Anche Tripadvisor era stato oggetto di accuse per colpa delle "stelline" di giudizio giudicate false. Federalberghi, ristoratori e titolari di strutture ricettive avevano denunciato l'anno scorso il colosso della critica online: "Troppo facile inserire post fasulli, senza riscontro e finalizzati a esaltare o screditare alcuni locali" avevano dichiarato come riportato sul Fatto Quotidiano. E via con l'annuncio di azioni legali e all'intervento dell'Authority. Fatto sta che l'azienda si era subito difesa: "Siamo all'avanguardia contro truffe e malafede e analizziamo ogni segnalazione ricevuta". 

Ma la guerra "a colpi di stelline" coinvolge un po' tutti. E questa volta tocca ad Amazon che fa causa a più di 1.000 utenti che avrebbero scritto recensioni false.
Ovviamente si parla di anonimi sospettati di recensioni false nel portale e-commerce per favorire o penalizzare il soggetto puntato. D'altronde per spingere in vetta i prodotti ci vuole poco, e stranamente secondo Amazon alcuni prodotti ce l'avrebbero fatta troppo velocemente aiutati da recensioni a botte di cinque stelle su cinque.

E' chiaro che il metodo di falsificare la recensione è in grado di offrire maggiore visibilità agli articoli che però non competono correttamente. A questo punto, per fare chiarezza, Amazon ha deciso di far luce attraverso una causa legale che possa punire gli eventuali colpevoli mascherandoli ma non solo. L'obiettivo è fargli pagare gli eventuali danni per "manipolazione e inganno" degli utenti. 

Se l'operazione riuscisse è chiaro che cambierebbe il mondo dell'e-commerce.

Ma il problema è rintracciare, o meglio svelare l'identità delle 1.114 persone secondo loro coinvolte. E' chiaro che si nascondono sempre dietro account fittizi anche perché non è legale farsi pagare 3 sterline recensioni a favore.

Ora tocca al tribunale al quale Amazon ha consegnato la lista dei denunciati, a cui si vuole dare una lezione esemplare, dopo che nonostante precedenti denunce e condanne, non è cambiato molto nel sistema. 

Ma allora come bloccare definitivamente la creazione di account falsi? Ed evitare il boicottaggio di un prodotto concorrenziale? Forse andrebbe anche migliorato il sistema di verifica che dovrebbe escludere le recensioni di soggetti con nomi fittizzi e dovrebbe chiedere "le credenziali" a quelli che vogliono dire la loro. Ma si sa, anche la privacy ha il suo perché, e il diritto a dire la propria non può avere troppi filtri che possono scoraggiare anche le persone "vere". 

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