Gommoni come bare: 8 morti e 112 superstiti al largo della Libia, dopo la Grecia

19 ottobre 2015, intelligo
Gommoni come bare: 8 morti e 112 superstiti al largo della Libia, dopo la Grecia
Un gommone come una bara. E’ stato così per otto migranti morti: un numero drammatico che si aggiunge a quelli già certificati da mesi. Con le otto persone che non ce l’hanno fatta, ce ne sono 112 che sono riuscite a scampare a una morte certa dopochè il gommone era finito alla deriva, con serie difficoltà ai motori. Sono state le unità navali italiane che operano nel Canale di Sicilia a intervenire prima che il barcone affondasse e a salvare le persone. 

E’ accaduto al largo delle coste libiche, lo stesso scenario di morte dove il mare ha inghiottito migliaia di corpi. I militari italiani hanno fatto appena in tempo a mettere in salvo i migranti e il gommone è colato a picco. A bordo c’erano già le otto vittime, sette donne e un uomo. Secondo il racconto dei soccorritori potrebbero essere morti per asfissia a causa del sovraffollamento del gommone, partito da un giorno dalla Libia. I corpi delle vittime sono stati trasbordati sulla nave Bersagliere della Marina militare così come i 112 superstiti. Il flusso dei migranti non si arresta neanche con le condizioni meteo avverse. E che si tratti di un flusso inarrestabile lo dice il numero 1300, ovvero le persone soccorse e salvate nelle ultime 48 ore. 

L’ULTIMA TRAGEDIA. Solo un paio di giorni fa. La notizia che ha fatto il giro del mondo e sconvolto le coscienze, è fatta dell’immagine di tre corpicini senza vita. Tre bambini vittima di un viaggio che per loro avrebbe dovuto essere di speranza e, invece, si è trasformato in un viaggio di morte. La tragedia, l’ennesima è accaduta al largo del mare Egeo, vicino alle coste dell'isola di Kalymno. Quattro persone sono morte e fra questi tre bambini che viaggiavano su un barcone ed erano partiti dalla Libia.

LuBi


autore / intelligo
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