Unioni Civili, Malan attacca: “La cambiale di Renzi e l’ambiguità del M5S”

19 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Unioni Civili, Malan attacca: “La cambiale di Renzi e l’ambiguità del M5S”
Intervistato da IntelligoNews, Lucio Malan, parlamentare di Forza Italia, affronta il tema delle unioni civili al centro del dibattito politico con la richiesta di Alfano di voto segreto sul ddl Cirinnà e l’apertura del ministro Boschi: “Lasceremo libertà di coscienza”.

Sulle unioni civili Alfano ha detto: “Una parte del Pd voterà con noi”. E’ un auspicio o pensa sia vero?


«Nelle votazioni in Parlamento non ho visto nessun dissenso nel Pd, che io spero ci sia. Leggo che alcuni esponenti a parole si dicono contrari, speriamo che questo si manifesti. Il punto vero è quando si discuterà il provvedimento».

Perché Renzi, improvvisamente, ha voluto questa accelerazione sulle unioni civili?


«E’ un pagamento politico alla sinistra del partito che ha fatto clamorose marce indietro sulle riforme costituzionali, facendo interventi di accorato sostegno alle riforme in cambio praticamente di una vaga promessa. C’era bisogno di dare loro qualcosa che fosse visibile e questa cosa è il matrimonio gay sotto forma di unioni civili».

A proposito della minoranza Pd, Renzi invece ha parlato di un tentativo di logoramento in atto. E’ il gioco delle parti?

«Solo alcuni nella minoranza del Pd ritengono che le unioni civili siano un cambio vantaggioso, tale da passare sopra a tutte le altre questioni che li mettono in contrapposizione con Renzi».

Mons. Galantino, segretario generale della Cei, sostiene che questa legge mette “la famiglia all’angolo”.


«Ha perfettamente ragione, lo dico da non cattolico. Non è un provvedimento e non è una questione che riguarda solo i gay perché cambia il concetto di famiglia, di genitori, ma anche di procreazione. Il Pd cerca di far passare tutte le questioni come se non riguardassero i cittadini, tranne quando ti danno dei soldi. Se danno gli 80 euro ti riguarda, non riguarda invece quelli ai quali le tasse sono state aumentate per poter dare gli 80 euro. Ho sentito dire a una deputata del Pd in tv che due uomini se si comportano come genitori di un bambino allora sono genitori naturali. Siamo alla frantumazione della logica. Se poi aggiungiamo la questione dei cognomi e il divorzio breve, è chiaro che c’è in atto una strategia».

Il Movimento 5 Stelle sostiene di essere pronto al voto mentre è il Pd che non vuole è d’accordo?

«Si comportano come i vecchi partiti, come il peggio della vecchia politica, nella sua ambiguità. Sanno che la maggioranza che la maggioranza degli italiani sono contrari per questo annunciano una consultazione e fingono di dover prendere una posizione, poi però sono a favore in tutte le votazioni. Loro sono contro ma a favore, come sull’immigrazione. E’ il gioco delle parti, sono peggio della Dc».


Crede che dietro ci sia una strategia precisa o singole posizioni isolate?

«Se c’è un partito irreggimentato sono loro, con due persone che decidono per tutti. Esponenti e militanti sono tendenzialmente di estrema sinistra ma visto che prendono voti ovunque, i padroni li contrastano con affermazioni tipo “consulteremo la base”».


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