Lo chiamavano Jeeg Robot, eroe quotidiano di periferia

19 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Lo chiamavano Jeeg Robot, eroe quotidiano di periferia
Lo chiamavano Jeeg Robot, è il titolo del film di Gabriele Mainetti, presentato alla Festa del cinema di Roma che si rifà ai film di supereroi americani. 

Un supereroe tutto italiano, che vive nella periferia di Roma, l’italianizzazione di una moda tutta americana e giapponese che però, mitizzando i cartoni giapponesi e la moda americana di trasportarli sul grande schermo con personaggi in carne ed ossa, punta a sensibilizzare sui problemi dei quartieri degradati della Capitale. E' la prima volta che un esperimento del genere arriva al cinema e chissà che non sia l'inizio di una nuova moda tutta italiana di unire realismo pasoliniano al cartone animato anni ottanta. 

Un genere quello dei supereroi che torna di attualità dopo il boom degli anni sessanta, settanta e ottanta in cui ha subito diverse mutazioni. 
Negli anni sessanta la figura del supereroe è positiva, i suoi potere sono messi al servizio delle persone per realizzare il bene comune e la salvezza dell’umanità; negli anni ottanta avviene la mutazione, con i supereroi che diventano personaggi negativi i cui poteri straordinari servono, non per salvare ma per distruggere, obbligando così ad introdurre la figura dell’anti-super eroe, quello cioè che difende il mondo dai cattivi.

Molti cartoni anni ottanta sono poi diventati film di successo: Yattaman di Takashi Miike; Gantz di Shisuke Sato; Ichi the Killer; Carletto principe dei mostri;  Bem il mostro umano; Rocky Joe; Deah Note; Kyashan il ragazzo androide; Devilman ecc.

Lo chiamavano Jeeg Robot, è la storia di Enzo Ceccotti, ladruncolo di borgata romana che cade in un barile di materiale radioattivo e ne esce con i poteri.

Nasce così il geniaccio coatto ma non intelligente accoppiato a una ragazza impazzita dopo la morte della madre. Lei non fa altro che guardare episodi di Jeeg Robot d’acciaio ed è convinta che quel mondo sia vero.

Se c’è un eroe ovviamente ci deve essere una nemesi, dunque se Enzo è un ladruncolo che con i poteri appena conquistati cerca goffamente di fare soldi tramite rapine a portavalori e bancomat, allora ci deve essere la sua nemesi: ecco dunque Luca Marinelli, boss di piccolo taglio dall’occhio pazzo, sanguinario e determinato a capire chi sia questa figura così potente, da dove vengano i suoi poteri e come poterlo usare per la sua convenienza.

Un film che vuole divertire ma che al tempo stesso vuole denunciare. Perchè dietro il supereroe italiano e le sue avventure c'è la dura realtà della periferia romana con i suoi problemi, la sua criminalità e il degrado. 

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