Arlo come Denver, ma al cinema: il dinosauro della Disney-Pixar amico dell'uomo

19 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Arlo come Denver, ma al cinema: il dinosauro della Disney-Pixar amico dell'uomo
Ricordate il cartone animato “Ti Voglio bene Denver”? 

E’ la storia di un cucciolo di dinosauro verde ancora all'interno del suo uovo quando viene rinvenuto da un gruppo di adolescenti californiani formato da Jeremy, Mario, Talpa, Wally, Casey e Margot. I ragazzi si affezionano al dinosauro, al quale danno il nome di Denver ispirandosi alla capitale del Colorado. Denver si scopre un abile chitarrista ghiotto di patatine in bustina e riesce a parlare il linguaggio degli umani. Lo spietato Morton Fizzback tuttavia ha intenzione di catturare Denver, per farne un'attrazione e poter guadagnare sulla sua pelle. Compito principale dei ragazzi diverrà quindi quello proteggere il loro amico. 

Una bellissima storia di amicizia fra un dinosauro, quindi un essere immaginario, e dei ragazzi in carne ed ossa,  la realtà che incontra la fantasia, in una sorta di ipotetico ponte fra preistoria ed età contemporanea. 

Ebbene, dopo Denver è il turno di Arlo, protagonista del film "Il viaggio di Arlo" una produzione Disney-Pixar in sala il 25 novembre che è però andato in scena in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

Andiamo a scoprire la trama:
Arlo è un dinosauro che ha paura del mondo circostante. Vive in una famiglia felice, protetto dal padre che lo stimola a tirare fuori la grinta e per misurare il suo coraggio lo incarica di catturare una bestiolina che sta divorando il cibo che la famiglia ha messo da parte per l'inverno. 
Arlo esegue l’ordine del padre, cattura la bestiolina ma non ha il coraggio di ucciderla e la lascia libera. La creatura in questione è un bambino, un piccolo orfano cresciuto come una bestiolina selvatica. Quando un incidente mette a rischio la famiglia e il dinosauro viene trascinato dal fiume molto lontano, sarà proprio il cucciolo di uomo ad aiutare Arlo a sopravvivere. 

Spiega Kelsey Mann, story supervisor che ha accompagnato il film a Roma: "Il cuore della storia è tutto nel rapporto di amicizia che nasce tra un bambino e il suo cane, solo che il rapporto è rovesciato, il bambino è il dinosauro, il 'cane' è umano. Una storia nuova e allo stesso tempo familiare. Molti dei nostri film raccontano il viaggio dall'infanzia alla maturità: stavolta Arlo deve risalire il fiume per ritrovare la sua famiglia. Nel percorso imparerà ad affrontare gli ostacoli e trovare dentro se stesso il coraggio".

Il film unisce storie e ambienti diversi in una sorta di viaggio nelle epoche passate. Dalla preistoria infatti ci si sposta nell’età del west e sembra quasi di ritrovarsi proprio in quei paesaggi selvaggi che fanno da sfondo ai film western di John Wayne. 

La natura è forse il protagonista principale del film perché non fa da sfondo ma è presente in ogni momento sotto varie e diverse forme, sempre in primo piano: "In genere il paesaggio nei film è sullo sfondo, mentre stavolta la natura esce in primo piano, che sia l'acqua di un torrente impetuoso o le nuvole che coprono il sole", racconta Mann.

Insomma un film tutto da scoprire ed un significato in fondo ad ogni avventura. Perché alla fine nel legame fra realtà e fantasia ciò che predomina è sempre la morale della storia, quella morale che spesso non serve neanche ricercare o anticipare, perché nasce spontanea dall’emozione che si vive guardando il cartone o il film.

Chi si è appassionato alle storie di Denver quindi difficilmente non potrà amare anche Arlo e il bimbo selvaggio che gli salverà la vita. 

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