Un po' meno "cara Rai": taglio di Renzi pari a un caffè al mese

19 ottobre 2016 ore 12:24, Andrea De Angelis
"Finalmente lo pagheranno tutti". Il canone Rai nella bolletta dell'elettricità ha fatto sorridere chi era abituato a pagarlo e sicuramente ha provocato sensazioni diversi in chi tendeva ad eluderlo (più o meno con successo). 

"Pagare tutti, pagare meno". Il mantra è sempre lo stesso. Sacrosanto, ci mancherebbe. Ma questa volta lo sconto è tutto da analizzare. In percentuale risulta essere sicuramente importante trattandosi del 10%. Poi, riflettendoci bene, si tratta di 0.83 euro al mese. Praticamente il costo di un caffè (per il cappuccino servirà aggiungere qualcosa). 
Tra le novità inserite nella legge di Bilancio 2017 approvata sabato scorso dal Consiglio dei Ministri, c'è dunque anche la riduzione del canone Rai, da quest'anno obbligatorio. "Il canone Rai da 113 è passato a 100 e arriverà a 90 euro il prossimo anno", ha assicurato il Premier Matteo Renzi al termine del CDM.

Un po' meno 'cara Rai': taglio di Renzi pari a un caffè al mese
Rispetto a due anni fa, dunque, lo sconto è pari al 20%. Non poco, per l'amor del cielo. Ma perché gli italiani devono pagare il canone Rai?
La configurazione del canone riflette la circostanza che un segnale prodotto e rilasciato nell'atmosfera possa essere ricevibile e sfruttabile senza limitazioni da chiunque sia dotato di un'idonea apparecchiatura tecnica. Questo richiese, al momento di redigere la legge, di focalizzare l'obbligo contributivo su quest'ultimo aspetto, poiché i segnali criptati non esistevano.
La sua qualificazione giuridica è stata sancita dalla Corte costituzionale con la sentenza del 26 giugno 2002 n. 284: "Benché all'origine apparisse configurato come corrispettivo dovuto dagli utenti del servizio [...] ha da tempo assunto, nella legislazione, natura di prestazione tributaria, fondata sulla legge [...] E se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come tassa, collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è inteso come imposta".

Così, definita imposta, la prassi della determinazione di un canone a prezzo unico è stata ritenuta conforme al principio di proporzionalità impositiva, in quanto la detenzione degli apparecchi è essa stessa presupposto della sua riconducibilità a una manifestazione di capacità contributiva adeguata al caso

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]