Scuola, studenti bocciati nel primo soccorso: non sanno rianimare

19 ottobre 2016 ore 12:25, Andrea Barcariol
Italia in grave ritardo sulle tecniche di primo soccorso nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. La conferma arriva da un’indagine su circa 9.500 ragazzi dagli 11 ai 25 anni condotta da Skuola.net e IRC, Italian Resuscitation Council (Associazione scientifica senza scopo di lucro che aderisce a European Resuscitation Council e che da anni si occupa della formazione degli operatori sanitari e dei laici alla rianimazione cardiopolmonare) che da anni promuove Viva! la settimana per la rianimazione cardiopolmonare. Semplice la domanda: cosa accadrebbe se uno studente perdesse i sensi in un normale giorno di scuola? Preoccupanti i risultati: in una classe di 20 persone, una si farebbe prendere dal panico, 8 chiamerebbero un’ambulanza senza nemmeno assicurarsi che ce ne sia effettivamente bisogno e un paio inizierebbero a prendere a schiaffi lo studente.

Scuola, studenti bocciati nel primo soccorso: non sanno rianimare
Le difficoltà non terminano nemmeno quando si tratta di chiamare l’ambulanza: se l’88% sa bene che il numero delle emergenze è il 112/118, un altro 5% chiamerebbe il 911 (stile Dr House). Non va meglio a quel piccolo ma pur sempre indicativo 3% che per chiamare un’ambulanza farebbe il 115, o a quel 4% che invece digiterebbe il 113.
L’84% inoltre ha confessato di non saper neanche tener in mano un defibrillatore, mentre il 74% del campione non ha mai svolto un corso di rianimazione a scuola.
Viva! 2016 è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, dal Ministero della Salute, dalla Polizia di Stato, dal Ministero della Difesa, dall’ANCI, dalla Conferenza delle regioni e delle Provincie Autonome e dal CONI.


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