Stabilità 2017, le novità su Fisco e pensioni punto per punto

19 ottobre 2016 ore 10:38, Luca Lippi
La premessa importantissima, è quella che stiamo parlando di una prima bozza della Legge di Bilancio 2017, quindi non sono disponibili i numeri certi della Manovra e soprattutto le coperture, di conseguenza, non possiamo essere certi neanche del fatto che probabilmente alcuni provvedimenti annunciati potrebbero slittare o subire sostanziali modifiche compatibilmente con le disponibilità liquide di cassa.
Le novità in arrivo per il prossimo anno sono molte e toccano molti temi, dal canone Rai alle pensioni, dall’Iri ai nuovi bonus. Per non parlare di cose ancora troppo fumose e incerte, con l'aiuto dell'analisi di lavoce info, fotografiamo lo stato dell’arte a oggi 19 ottobre.
Le misure più attese sono:
-Riforma pensioni: dal prestito pensionistico all’Ape Social, ma ci saranno misure appositamente pensate per i lavoratori precoci e per i lavori usuranti. Novità anche sul fronte quattordicesima delle pensioni, che sarà estesa a redditi più alti e incrementata del 30%.
Per i lavoratori precoci è stata pensata una misura per agevolare l’uscita di coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto: per chi ha 12 mesi di lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni e risponde a determinati contributi ci sarà la possibilità di usufruire della quota 41.
-Iri: ne abbiamo scritto diffusamente, l’Iri è un’imposta sul reddito delle piccole imprese che andrà a sostituire il pagamento dell’aliquota Irpef, che al momento varia dal 23 al 43%, con un’aliquota unica del 24%. La nuova imposta riguarderà, oltre alle piccole imprese anche i professionisti e gli artigiani. 

Stabilità 2017, le novità su Fisco e pensioni punto per punto

La misura è pubblicizata come ‘particolarmente vantaggiosa’ per i lavoratori autonomi e gli artigiani che fino ad ora sono stati costretti a sottostare al prelievo fiscale dei lavoratori dipendenti pur esercitando attività di impresa.
-Rottamazione di Equitalia: riguarda l’addio definitivo ad Equitalia: l’agente di riscossione verrà, infatti, sostituito dall’Agenzia delle Entrate. Con la chiusura di Equitalia è stata annunciata anche la rottamazione delle cartelle di pagamento e nei prossimi mesi, tra l’altro, sarà data la possibilità di regolarizzare la propria situazione debitoria senza sanzione ed interessi applicando, però, un aggio forfettario del 3%.
Anche in questo caso siamo ancora nell’alveo della manifestazione di volontà, in concreto bisognerà comprendere bene come avverrà quaesta rottamazione giacchè Equitalia non è pubblica e non lo sono neanche i dipendenti, oltretutto la rottamazione delle cartelle potrà essere decisa dal governo per i debiti erariali, un po’ meno per i debiti degli Enti locali. Non ultimo c’è da considerare che si potrebbe creare una ‘corsa al ricorso’ da parte di tutte quelle persone che stanno sanando le proprie posizioni pagando more sanzioni e interessi per intero.
-Studi di settore: il superamento deglistudi di settore dovrebbe consentire di eliminare del tutto la possibilità, peraltro ormai solamente teorica, di un accertamento fiscale basato sulla sola differenza tra i ricavi dichiarati e quelli ricostruiti statisticamente. 
Gli studi dovrebbero essere sostituiti da nuovi indicatori di conformità alle regole comunicati al contribuente tramite il cassetto fiscale e sintetizzati attraverso apposite “faccine”. 
Il contribuente dovrebbe essere spinto a cambiare il proprio comportamento fino a ottenere una “faccina” che indica la soddisfazione dell’amministrazione finanziaria.
Al di là degli aspetti estetici e comunicativi (peraltro importanti), sarà necessario verificare se i nuovi indicatori utilizzeranno non solo la statistica, ma anche le informazioni che l’amministrazione ha già ottenuto sul e dal singolo contribuente, con costi privati e amministrativi non irrilevanti (si pensi allo spesometro e alla fatturazione elettronica). L’operazione sarà fondamentale anche per l’effettiva azione di incentivo all’adempimento che, in assenza dello spauracchio dell’accertamento, sarà affidata alla capacità dei nuovi indicatori di essere comprensibili e convincenti agli occhi del contribuente.
L’iter della legge di bilancio è cominciato il 15 ottobre quando il consiglio dei ministri ne ha approvato l’impianto generale.
Il 17 ottobre scorso è approdato a Bruxelles, il Draft Budgetary Plan, che spiega le linee di intervento proposte dal governo italiano.
Domani, il 20 ottobre, la Legge dovrà essere presentata alle Camere. Mentre non cambiano i tempi di approvazione della manovra, che comunque deve essere approvata da entrambe le Camere entro il 31 dicembre affinché si eviti l’esercizio provvisorio, caso in cui il Parlamento autorizza a riscuotere le entrate e a pagare le spese secondo il progetto. Tale autorizzazione può durare al massimo quattro mesi (quindi massimo fino al 30 aprile) e prevede che le spese possano essere effettuate nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell’esercizio provvisorio.
In questo contesto si inserisce anche il ruolo della Commissione europea, chiamata a esprimere un giudizio sulla manovra entro un mese dalla sua ricezione. L’analisi più approfondita avviene però all’interno del cosiddetto “semestre europeo”, un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell’ambito dell’Ue.

autore / Luca Lippi
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