Giungla di Calais, effetto stupro di interprete afghana: è sgombero

19 ottobre 2016 ore 12:06, Americo Mascarucci
Una interprete in pashtun che accompagnava un giornalista nell'immenso campo profughi di Calais, nel nord della Francia, è stata violentata di notte ai margini del campo, noto come la Giungla di Calais. 
Lo riferisce un fonte giudiziaria. 
Intorno alle 2 di notte la troupe è stata avvicinata da tre afghani, che volevano farsi consegnare - secondo il racconto delle vittime - la loro attrezzatura. Ad un certo punto uno dei tre, minacciandola con un coltello, ha obbligato l'interprete a subire un rapporto sessuale, mentre gli altri due rimanevano a distanza, armati anche loro di coltello.

Giungla di Calais, effetto stupro di interprete afghana: è sgombero
Quando sono stati lasciati andare, il giornalista, un freelance 42enne, e la donna, originaria anche lei dell'Afghanistan, si sono recati in commissariato per sporgere denuncia. 
La donna è stata sottoposta a cure mediche, mentre i tre sono ancora ricercati. 
La notizia dello stupro è arrivata nel giorno in cui un tribunale amministrativo francese, quello di Lille, ha dato via libera definitivo allo sgombero dell'immenso campo nel nord della Francia, respingendo così il ricorso presentato la settimana scorsa da 11 associazioni umanitarie che chiedevano di bloccarne la chiusura. 
A fine settembre il presidente francese Francois Hollande aveva promesso il "completo smantellamento del campo" entro la fine dell'anno. 
Il giornalista e la sua interprete, che hanno una lunga esperienza sul campo, stavano preparando un'inchiesta sui minorenni che vivono da soli nel campo di Calais, 1.300 tra bambini e ragazzi, un quinto dei 6.500 migranti ammassati nell'area. 

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