Svolta nel caso della maestra cadavere con falange spezzata: un fermo

19 ottobre 2016 ore 11:31, Lucia Bigozzi
Ha un nome ma il giallo resta. Si chiamava Nadia Arcudi la maestra trentenne trovata cadavere nei boschi di Rodero, senza documenti e con la falange di un dito spezzata. Accertata l’identità della vittima che tuttavia non aveva con sé i documenti, ora gli inquirenti si concentrano su chi l’ha uccisa e perché. Per il momento, infatti, la pista prevalente resta quella dell’omicidio. Al punto che le indagini scattate subito dopo il ritrovamento del corpo, reso possibile anche dall’allarme immediato che le colleghe della giovane insegnante avevano dato ai carabinieri non vedendola arrivare a scuola e non riuscendo a contattarla, i carabinieri hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria una persona sospettata del delitto di Nadia Arcudi, di origini svizzere ma residente da tempo a Stabio dove lavorava. L’ipotesi dell’omicidio ha cominciato a prevalere sulle altre opzioni di indagine che la procura ha tenuto aperte fin da domenica scorsa quando è avvenuto il ritrovamento, nella giornata di ieri quando gli elementi in mano agli inquirenti li hanno portati alla persona poi fermata. Al momento sul suo conto ci sarebbero una serie di indizi e sarà il lavoro di indagine e di accertamento degli investigatori a verificare se sul conto di questa persona ci sono più di una serie di indizi. Il fermo, fanno sapere i militari dell’Arma di Como, è scattato a seguito dell’attività investigativa portata avanti dalla Polizia e dalla Magistratura elvetica in stretta sinergia con i carabinieri del Comando Provinciale lariano e la Procura della Repubblica comasca.

Il corpo della giovane maestra è stato trovato domenica scorsa in un punto adiacente un dirupo, su una zona erbosa dove però gli inquirenti hanno notato una sorta di schiacciamento del terreno che fa pensare al fatto che il corpo possa essere stato trasferito proprio in quel punto ma in un secondo momento. Ipotesi che attendono conferma o smentita, ma che al momento rappresentano gli elementi sui quali gli investigatori stanno lavorando. Come detto, Nadia Arcudi non aveva con sé documenti di identità, indossava jeans e maglietta ma era senza giacca a vento o piumino. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la morte potrebbero risalire a sabato sera, motivo per cui appare inverosimile che una persona cammini nel bosco senza una giacca più pesante, considerando anche le condizioni meteo avverse che hanno interessato la zona di Stabio nello scorso fine settimana. Altro rebus che gli inquirenti dovranno sciogliere resta quello del movente: chi è perché ha ucciso Nadia? 

Svolta nel caso della maestra cadavere con falange spezzata: un fermo
 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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