Voluntary disclosure 2, governo a caccia di contanti: il meccanismo

19 ottobre 2016 ore 16:05, Luca Lippi
Rincorsa di capitali per il governo che sta cercando di recuperare quante più risorse possibile per dare ossigeno alla manovra.
In rampa di lancio la voluntary disclosure 2, non è altro che una procedura per l’emersione dei capitali non denunciati al Fisco, riguarderà anche i contanti e gli altri valori chiusi nelle cassette di sicurezza, sia in Italia sia all’estero.
Non è una vera e propria novità, tutto era già previsto nella versione precedente della Voluntary desclosure, tuttavia questa volta sembrerebbe giunta l’ora della resa dei conti.
La voluntary desclosure 2, in realtà è un meccanismo nuovo di accertamento e recupero. 
La novità principale è il prelievo forfettario: 
il contribuente che decide di mettersi in regola saprà in anticipo quando dovrà pagare perché ci saranno due aliquote che copriranno tutte le somme dovute.
Imposte: 15% che sará applicato a tutti i prelievi, cioè le somme prese da un conto corrente e spostate in una cassetta di sicurezza.
Interessi: 35%, e sarà l'aliquota applicata ai cosiddetti apporti, cioè i contanti portati direttamente nelle cassette di sicurezza.
Nella vecchia voluntary era quasi impossibile conoscere in anticipo l’ammontare del prelievo perché in corso d’opera si potevano aggiungere pagamenti di Irpef, Iva e contributi che potevano portare il “prelievo finale” anche sopra l’80%. 
Il forfait, quindi, dovrebbe rendere la procedura più chiara e anche ‘invitante’.

Voluntary disclosure 2, governo a caccia di contanti: il meccanismo

Tuttavia il meccanismo non è automatico; se l’Agenzia delle entrate non ‘crede’ al contribuente che si vuole mettere in regola potrà rifiutare il forfait e far partire tutti gli accertamenti del caso. 
La voluntary, comunque, non cancella gli eventuali reati, a partire dal riciclaggio, collegati al denaro che si vuole fare emergere. 
Per aderire alla voluntary, il contribuente dovrà presentare un’autodichiarazione in cui indicare la provenienza della somme che vuole far emergere. In caso di dichiarazioni false, non solo non si applica il forfait e scattano gli accertamenti, ma il contribuente compie un reato punito con la reclusione fino a sei anni. 
Il punto non è ancora chiaro ma il documento di auto denuncia (qualora richiesta la prestazione) dovrebbe sollevare da ogni responsabilità l’avvocato o il commercialista che cura la pratica. 
Sulla questione relativa alla polemica che vuole vedere nel provvedimento un condono, interviene il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini: “È falso dire che la voluntary favorisce chi ha accumulato fondi neri con attività opache o addirittura criminali”.
Una breve riflessione però è opportuna, l’emersione di disponibilità liquide è un azzardo per diversi motivi, in qualche modo si crea un blocco di circolazione del denaro liquido che inevitabilmente influisce sull’incasso di Iva da parte dello Stato.
Bisogna sempre considerare che un evasore può essere involontario, cioè costretto o ignora le norme oppure vittima di una disattenzione del professionista preposto alla dichiarazione, oppure  essere un 'professionista dell’evasione', e in questo caso non cadrà mai nel tranello di autodenunciarsi lasciando all’amministrazione preposta al controllo la mossa di scoprirlo.
In ogni caso bisogna attendere precisazioni e dettagli, non è chiarissimo come il Fisco iintenda verificare la violazione.

autore / Luca Lippi
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