Influenza 'da task force': 7 mln di allettati, categorie a rischio e campagna vaccinazione

19 ottobre 2016 ore 17:18, Americo Mascarucci
Gli esperti dell'Osservatorio Influenza hanno dato il via alla campagna di vaccinazione per la stagione 2016, che si preannuncia "particolarmente aggressiva". L'iniziativa è partita dal Lazio ma, entro i primi giorni di novembre, si estenderà anche a tutte le altre regioni italiane. 
Quest'anno il nuovo virus dell'influenza, ceppo A/H3, minaccia di mettere a letto tra i 6 e i 7 milioni di italiani (nel 2015 i malati furono 5 milioni), colpendo anche soggetti di età compresa tra 50 e 60 anni generalmente non considerati a rischio. 
Si prevede una più ampia diffusione del virus proprio perché, essendoci state per alcuni ceppi delle mutazioni rispetto ai virus che circolavano l'anno scorso, l'immunità nei loro confronti si è abbassata. 
"La speranza quest'anno - afferma Fabrizio Pregliasco virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell'Università degli Studi di Milano e Responsabile scientifico di www.osservatorioinfluenza.it - è quella di riprendere la crescita della vaccinazione dopo anni di ingiustificato calo; già lo scorso anno c'è stata una stabilizzazione nel numero di vaccinati (49% degli ultra sessantacinquenni), valore però ancora ben lontano dalla copertura del 75% raccomandata dall' Oms per questi soggetti per cui, vale la pena ricordare, le complicanze dell'influenza possono essere anche letali".   

I sintomi dell'influenza sono diversi e già abbastanza noti: febbre, mal di gola, tosse, mal di testa e dolori articolari. 
Influenza 'da task force': 7 mln di allettati, categorie a rischio e campagna vaccinazione
Tenendo conto che la protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la sua somministrazione e che ad oggi non si può sapere ancora con esattezza quando si verificherà il picco dell'influenza, gli esperti raccomandano inoltre di ricorrere alla vaccinazione già a partire dal mese di ottobre in quanto è necessario provvedere per tempo a renderci immuni, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio. 
Ultrasessantacinquenni, diabetici, immunodepressi, cardiopatici, malati oncologici, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza sono le categorie alle quali è rivolto l'invito alla vaccinazione.
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