Gaeta, l'editore Golia: "Una rete per la Lega del Sud"

19 ottobre 2016 ore 14:05, Andrea De Angelis
"Sud, quale destino?" è il titolo del XXIV Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta, tenutosi dal 14 al 16 ottobre nella cittadina laziale. L'occasione per affrontare numerosi temi, dalla comunità alla sovranità, dall'identità alla difesa della Terra, insieme a scrittori, giornalisti, docenti e ricercatori universitari, storici, antropologi, sociologi, economisti, magistrati, medici, biologi e nutrizionisti. IntelligoNews ne ha parlato con uno dei partecipanti, Pietro Golia, editore di Controcorrente...

Partiamo da un bilancio del convegno. 
"Siamo giunti al XXIV convegno, ininterrotto per 24 anni. Ciò significa che c'è una continuità e una sistematicità che nella società spesso non esiste. Troviamo infatti spesso individualismo narcisistico, autoreferenziale ed episodico. Questi convegni rappresentano un laboratorio di indirizzo storico, culturale, politico e sociale. Servono anche ad approfondire temi che riguardano non solo la storia, ma anche l'attualità".

Non a caso la domanda di fondo era relativa al destino del Sud.
"Nonostante il tema si fondasse sui trecento anni dalla nascita di Carlo III, l'aspetto centrale era proprio il destino del Sud. Discutiamo sul nostro Sud, sul futuro della comunità perché questa è l'epoca delle comunità. Discutiamo sulla nostra autonomia, sulla nostra identità". 

Gaeta, l'editore Golia: 'Una rete per la Lega del Sud'
C'è un progetto per il Sud Italia? E se c'è si finisce inevitabilmente per scendere in politica, oppure no?
"Il progetto c'è, ma stenta a decollare. Come in altri luoghi hanno organizzato movimenti che difendono la propria gente e la propria terra, noi dovremmo fare lo stesso. Lo stiamo dicendo da qualche anno".

Però?
"Noi non vogliamo organizzare il solito partito che prende voti residui, minimali o il classico movimento che esce fuori soltanto durante le elezioni. Bisogna costruire una rete, una trama di solidarietà". 

Possiamo ipotizzare una Lega Sud o è fantapolitica?
"Sì, è ipotizzabile. Ma deve avere il centro decisore al Sud, poi può confederarsi con gli altri movimenti. Non deve cioè essere a sovranità limitata, nel senso che poi venga dominata da Roma o Milano se non addirittura da altre zone d'Europa. Si pensi che altri vorrebbero addirittura il riconoscimento dell'Ue o dell'Onu che sono contrari a questi movimenti, critici nei confronti del processo di globalizzazione. Come si diceva a Gaeta, ormai la gabbia si è rotta! Avanzano i populismi non solo al Sud, ma anche in Europa". 

Si è parlato a Gaeta di una deriva sia ambientale che antropologica. 
"Sì, l'illuminismo è finito. Anche nelle nostre città al Sud i neo giacobini rappresentano una minoranza al potere, bisogna solo creare dei punti di riferimento e di forza popolari. Non individui che vorrebbero un quarto d'ora di celebrità...".

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