Legge di Bilancio punto per punto: dalle pensioni all'Ecobonus

19 ottobre 2016 ore 20:49, Luca Lippi
Tutto quello che allo stato dell’arte è inserito nella Legge di Bilancio 2017 punto per punto.
Iva
Primo fra tutti, la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva, che se dovesse scattare porterebbe le due principali aliquote dal 10 al 13% e dal 22 al 24%. Uno sforzo finanziario che vale qualcosa come 15,3 miliardi di euro, e per i quali dunque bisognerà trovare un'adeguata copertura.
Spending review
Altro capitolo delicato è quello dei risparmi sui costi della pubblica amministrazione. Attraverso un'efficace spending review il governo cercherà infatti di recuperare circa 6 miliardi di euro, fino ad ora ogni obiettivo è stato fallito.
Pensioni
Messo nero su bianco l'abbassamento a 63 anni e 7 mesi per mettersi a riposo prima del previsto, i lavoratori dovranno però sottoscrivere tramite l'Inps un prestito previdenziale, facendosi anticipare da un istituto di credito 36 mensilità di pensione e restituendole poi a rate negli anni successivi, con una trattenuta sull'assegno. In materia di pensioni, verranno adottate anche altre misure a favore di chi svolge mestieri usuranti o ha iniziato la carriera molto presto, prima dei 16 anni di età. L’impegno del governo è di 2 miliardi l’anno, trovati solo 1,5, ma il fatto di avere sottoscritto un accordo a 2 miliardi significa che non c’è niente da trovare, si aumenta il debito.

Poiché è la parte più importante della riforma dedichiamo un approfondo specifico:
-Ape social: a partire dal 2017 alcune categorie di lavoratori potranno andare in pensione anticipata fino a 3 anni e 7 mesi prima senza costi a loro carico. Il costo della pensione anticipata sarà a carico dello Stato per le seguenti categorie di lavoratori: i lavoratori con ammortizzatori sociali esauriti con almeno 30 anni di contributi maturati; i lavoratori disabili o con disabili in famiglia con almeno 35 anni di contributi; i lavoratori (con almeno 35 anni di contributi) che svolgono mansioni usuranti (quelle previste dalla legge) a cui si aggiungono le maestre, gli operai edili, gli infermieri, i macchinisti e gli autisti di mezzi pesanti. Novità dell’ultima ora è il tetto economico massimo per poter accedere all’APE social: il Governo ha alzato l’asticella da 1.350 euro lordi al mese di pensione maturata a 1.500 euro sempre lordi, circa 1.200 euro netti. Per coloro che superano questo tetto è previsto un costo a carico del lavoratore.
-Ape volontaria: quando il lavoratore ancora in attività decide di andare in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima dei requisiti previsti della riforma del lavoro Fornero. Per avere accesso all’APE volontaria, sempre a partire dal primo maggio 2017, il lavoratore deve aver maturato 20 anni di contributi minimi. In questo caso il costo per la pensione anticipata sarà a carico del lavoratore, per il 4,6-4,7% per ogni anno di anticipo.
-Ape aziendale: si tratta della pensione anticipata del lavoratore voluta dall’azienda impegnata in un piano di ristrutturazione aziendale. In questo caso l’azienda può accollarsi il costo parziale o totale dell’operazione in base agli accordi sindacali o presi direttamente con il dipendente. In ogni caso, per l’APE aziendale, così come per l’APE volontaria è previsto uno sconto, via detrazione fiscale, in quota fissa del 50% sulla quota interesse della rata che verrà spalmata sui primi venti anni di pensionamento del lavoratore.
-Ricongiunzione dei contributi
Piccoli aggiustamenti anche sui ricongiungimenti contributivi, ovvero la possibilità di cumulare tutti i contributi previdenziali maturati in gestioni pensionistiche diverse, compresi i periodi di riscatto della laurea, per tagliare i tempi necessari a raggiungere la pensione. Il cumulo gratuito, secondo le ultime informazioni, non sarà valido soltanto per raggiungere la pensione di vecchiaia, ma anche per la pensione anticipata, e si potrà cumulare anche se, in una singola gestione, si sono già raggiunti i contributi minimi per un autonomo diritto alla pensione da questa singola gestione.
-Precoci e usurati
La legge di bilancio prevede l'accesso agevolato alla pensione per i lavoratori precoci e per quelli che hanno svolto attività usuranti:
- sono considerati lavoratori precoci coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contribuzione fino al diciannovesimo anno di età. Per loro la legge di bilancio prevede la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età.
- I lavoratori usurati sono coloro che svolgono lavori pesanti, faticosi o notturni. Per loro la legge di bilancio prevede l’eliminazionale dell’adeguamento dei requisiti per la pensione all’aspettativa di vita; una riduzione di 12 o 18 mesi rispetto ai requisiti richiesti dalla riforma delle pensioni Fornero a patto che abbiano svolto attività considerate usuranti per almeno 7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa.
-Quattordicesima
Per la quattordicesima mensilità della pensione sono previsti due interventi: uno di allargamento della platea e l’altro di aumento dell’importo. Attualmente gli importi della quattordicesima mensilità della pensione (prevista per coloro che hanno un reddito inferiore a 9.786 euro) oscillano tra i 336 e i 504 in base agli anni di contributi versati dal lavoratore.
Con la legge di bilancio l’importo della quattordicesima sarà aumentato del 30% e la platea dei pensionati coinvolti si allarga a coloro che hanno un reddito personale fino a 2 volte il trattamento minimo, cioè entro i 13mila euro. Quindi le due misure prevedono un aumento tra i 100 e 150 euro per le quattordicesime già esistenti mentre i nuovi beneficiari, riceveranno per la prima volta tra 336 e 504 euro l’anno.
Pensioni e no-tax area
Infine, la legge di bilancio conferma anche l’innalzamento della no tax area, ovvero la fascia di reddito esclusa dal pagamento delle tasse. La no tax area per i pensionati oltre i 75 anni, passa a 8.125 euro, come quella prevista per i lavoratori dipendenti.

Costo del lavoro
Diversi interventi allo studio con una spesa stimata tra i 600 e i 900 milioni di euro, che dovrebbero essere utilizzati per abbassare il costo del lavoro, in particolare attraverso il bonus sulla produttività e specifiche forme di decontribuzione.
Voluntary disclosure
Importanti introiti dovrebbero poi arrivare dalla ripropoposizione della volontary disclosure. L'emersione di capitali nascosti ha portato già nelle casse dello Stato circa 4 miliardi di euro, e si stima che con una voluntary bis  si potrebbe arrivare a quota 2 miliardi, parte la caccia ai contanti.
Irpef
Ci sarà forse un taglio dell'Irpef, l'imposta sui redditi delle persone fisiche. Nelle ultime settimane, si è fatta strada l'ipotesi di una riduzione dal 23 al 22% dell'aliquota più bassa, cioè quella che colpisce i redditi fino a 15mila euro. La misura porterebbe un beneficio di 150 euro a chi guadagna 15mila euro lordi all'anno.
Student Act
Tra le misure che si potrebbero adottare, c'è la riconferma del bonus cultura da 500 euro, super-borse di studio per nuove matricole universitare dell'ordine 10-15mila euro, no tax area sulle tasse di iscrizione agli atenei. In totale si parla di circa 500 milioni di euro
Bonus famiglia
Interventi anche a sostegno dei nuclei familiari più disagiati. Tra le misure che potrebbero arrivare, ci sarebbe la riconferma del bonus bebè, voucher per gli asili nido, e sconti fiscali per prodotti, soprattutto alimentari, riservati alla prima infanzia.
Sussidio alla povertà
Esteso su tutto il territorio nazionale il sostegno all'inclusione attiva (operativo già dal 2 settembre 2016). Si tratta di un sussidio fino a un massimo di 400 euro mensili che spetta alle famiglie con figli minorenni o disabili e con reddito Isee inferiore a 3mila euro annui.
Terremoto
Un capitolo a parte all'interno della Legge di stabilità dovrebbe essere rappresentato dai fondi che saranno stanziati per la ricostruzione post-terremoto del Centro Italia. Sono 1,5 miliardi di euro che il governo vorrebbe siano fuori dal patto di stabilità.
Si dice che l’Europa abbia accettato, ma non è vero, ne ha valutata la possibilità ma non è affatto d’accordo nel concedere ulteriore flessibilità, non si esclude imponga un prelievo fiscale per finanziare la ricostruzione.
Ires
E' previsto un taglio dal 27 al 24% per l'Ires, l'imposta che grava sui redditi societari. La misura è stata annunciata da diverso tempo dal governo e sembra ormai quasi sicura.
Contratti pubblici
Dovrebbe trovare finalmente una soluzione la vertenza che vede milioni di dipendenti pubblici in attesa del nuovo contratto collettivo. Per questo scopo dovrebbero essere stanziate risorse per circa 500 milioni di euro.
Il super ammortamento
Dovrebbe essere esteso anche al 2017 il superammortamento, cioè quel sistema che consente alle imprese e ai professionisti di dedurre dal reddito imponibile il 140% di quanto speso per l'acquisto di beni strumentali all'esercizio della loro attività. Si tratta di un incentivo agli investimenti che permette di risparmiare sulle imposte, “scontando” dal reddito molto più della spesa effettivamente sostenuta. 
Ecobonus e ristrutturazioni
Saranno probabilmente prorogate di altri tre anni, dal 2016 al 2019, le agevolazioni fiscali per chi ristruttura una casa (detrazione irpef al 50%) o migliora l'efficienza energetica degli edifici (detrazione al 65%, meglio nota come Ecobonus).

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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