Assange senza rete in Ecuador dopo email Clinton. Ombre Usa?

19 ottobre 2016 ore 17:01, Americo Mascarucci
E' stato l'Ecuador a togliere e limitare l'accesso a interner a Julian Assange nell'ambasciata londinese del paese sudamericano dove il fondatore di Wikileaks si è rifugiato da quattro anni
Un comunicato del ministero degli Esteri ecuadoregno ha messo fine stamane al mistero denunciato ieri dal sito dalolo stesso Assange. 
Il motivo sta nell'intervento di Wikileaks nella corsa alla Casa Bianca, con la pubblicazione di migliaia di email di Hillary Clinton.
Le email in questione fanno luce sui rapporti tra Hillary Clinton e la Goldmans Sachs, in relazione a discorsi a pagamento che la candidata ha fatto in passato per la grande banca di investimenti americana: un modo di ricordare i legami molto stretti fra l'ex-segretario di Stato e Wall Street. Altre comunicazioni mettono in rilievo le posizioni da "falco" di Hillary rispetto ad Obama, lasciando intendere che sarebbe favorevole a un intervento militare in Siria.
L'Ecuador non è un Paese amico degli Usa ma non vuole essere accusato di interferire nelle elezioni presidenziali americane.
"Il governo dell'Ecuador rispetta il principio di non interferenza negli affari interni di altri Stati - si legge in una nota del ministero degli Esteri - non interferisce in processi elettorali esterni, nè favorisce alcun candidato. Per questo motivo - si aggiunge nella nota _ ha deciso di limitare temporaneamente le comunicazioni all'ambasciata". 

Assange senza rete in Ecuador dopo email Clinton. Ombre Usa?
Due giorni fa Assange ha accusato le autorità di Quito di aver tagliato le comunicazioni internet su richiesta del segretario di Stato americano, John Kerry. Washington ha negato: "Le notizie sul segretario Kerry che ha avuto colloqui con funzionari dell'Ecuador riguardo a questa vicenda sono semplicemente false. Punto", ha detto il portavoce del dipartimento di Stato. 
Nella nota diffusa oggi anche Quito ha negato pressioni: "La politica estera dell'Ecuador segue solo decisioni sovrane e non cede a pressioni di altri Stati". 
Quindi ha concluso: "Questa restrizione temporanea non impedisce all'organizzazione WikiLeaks di portare avanti le proprie attività giornalistiche". 
Sarà davvero così? I dubbi però sono tanti.
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