Caos centrodestra, Salvini si sente leader: "Parisi faccia il consigliere"

19 ottobre 2016 ore 16:27, Americo Mascarucci
Centrodestra unito ma soltanto sul No al referendum (per ora)
Su tutto il resto lo scontro permane. 
Matteo Salvini infatti, reduce dal vertice di Arcore con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, in cui è stata concordata una strategia comune per il No al referendum costituzionale, è tornato a candidarsi leader dello schieramento bocciando Stefano Parisi.
"I dati in questo momento dicono che la Lega è il primo movimento di centrodestra, quindi se si votasse domani mattina, secondo il parere degli italiani, gli unici che possono decidere oggi, il segretario della Lega sarebbe in questo momento il candidato leader del centrodestra" ha detto Matteo Salvini, ospite di 'Non stop news' su Rtl 102.5.
"In questo momento -aggiunge il leader del Carroccio- gli italiani stanno dicendo che la coalizione la guida la Lega, e quindi mi auguro che anche Berlusconi ne prenda atto. Per quanto riguarda Parisi è un buon consigliere comunale a Milano, punto".
Peccato che Parisi continui invece a spostarsi da una città all’altra, organizzando incontri o partecipando ad altri come avvenuto ieri sera a Varese continuando a promuovere la nascita di un nuovo polo dei moderati. 

Caos centrodestra, Salvini si sente leader: 'Parisi faccia il consigliere'
Parisi ha già trovato importanti appoggi dentro Forza Italia cominiciando dal plenipotenziario in Sicilia Gianfranco Micciché e in più sarebbe sostenuto dall’area laica e liberale del partito che invece non vede di buon occhio Giovanni Toti e gli ex An.
Sia da Micciché che da altri esponenti forzisti sarebbe arrivato a Parisi l'invito a rompere gli indugi e ad aderire definitivamente a Forza Italia assumendone la leadership.
Silvio Berlusconi continua a spingere Parisi nel progetto di rinnovamento che però è ostacolato dalla nomenclatura azzurra anche perché l’ex candidato sindaco di Milano sarebbe sempre di più in sintonia con i centristi di Alfano e Parisi. 
Ma anche Berlusconi non sarebbe molto convinto del suo nuovo delfino che vedrebbe carente di carisma politico del famoso quid già mancato ad Alfano e Toti.
Insomma al momento il centrodestra è unito solo sul No al referendum ma dopo il 4 dicembre tante partite potrebbero aprirsi. 
Parisi potrebbe essere l’uomo chiave per riaprire il dialogo con Renzi sulle riforme, approfittando anche della sponda che gli offrirebbe Alfano.
Anche perché a tifare per un nuovo Patto del Nazareno sono innanzitutto gli uomini Mediaset, Confalonieri in testa, che oggi compongono il cerchio magico berlusconiano. 
Ai quali pare non dispiacere il progetto del Partito della Nazione caldeggiato da Renzi e Verdini e che, stando ai rumors, non dispiacerebbe in fondo nemmeno a Berlusconi.
Che pur non apprezzando del tutton le doti politiche di Parisi (da lui definito troppo professorale) sa perfettamente di non poter fare a meno di lui per il post referendum.
Dopo adesso è importante far vincere il No, ma dopo .... 


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