Stop agli abusi: telecamere negli asili e ospizi. Codacons: "Invocate da 10 anni"

19 ottobre 2016 ore 21:22, Andrea Barcariol
La Camera ha dato il via libera alla proposta di legge che permette l'installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture socio assistenziali per anziani pubblici e privati per contrastare gli abusi sulle persone più indifese. Ora si attende il passaggio anche al Senato. Una decisione che arriva dopo numerosi fatti di cronaca, negli ultimi mesi, che hanno visto come sfortunati protagonisti bambini e anziani, maltrattati dal personale che avrebbe dovuto accudirli. Il testo è stato approvato a con 279 voti a favore, 22 contrari e 69 astenuti, ed ora passa al Senato. "Il via libera della Camera alla legge sulla videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole per l'infanzia e nelle strutture assistenziali socio-sanitarie che hanno in cura anziani e disabili è una grande vittoria. Non solo per Forza Italia, che per questo testo ha combattuto per prima tra le forze politiche, ma per il Parlamento intero e, soprattutto, per il Paese. Finalmente si può colmare un gap normativo a tutela dei più deboli e delle loro famiglie" - ha dichiarato la deputata e leader di Forza Italia Giovani, Annagrazia Calabria, tra i firmatari della proposta di legge di FI.

Stop agli abusi: telecamere negli asili e ospizi. Codacons: 'Invocate da 10 anni'
Molto soddisfatto del provvedimento anche il Codacons: "Da almeno 10 anni invocavamo questa legge – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – Nel nostro paese, infatti, si ripetono oramai da tempo episodi di violenza a danno di bambini, disabili e anziani, in asili come in case di cura, al punto che nell’ultimo periodo le cronache riportano in media un caso a settimana di episodi di aggressioni e maltrattamenti in asili nido o strutture sanitarie pubbliche e private. L’unica possibilità per tutelare veramente i soggetti deboli come anziani, bambini e disabili – i quali, ricordiamo, sono totalmente indifesi – è vigilare sull’operato di maestre e operatori sanitari attraverso lo strumento della video-sorverglianza, nella consapevolezza che chi lavora nel pieno rispetto dell’essere umano non avrà nulla da obiettare”.
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