Rabino (Sc): "Effetto video di Silvio: distinguiamoci dall'Udc, niente Ppe italiano. No ai Bondi, Brunetta e ai Gasparri"

19 settembre 2013 ore 16:40, Lucia Bigozzi
Rabino (Sc): 'Effetto video di Silvio: distinguiamoci dall'Udc, niente Ppe italiano. No ai Bondi, Brunetta e ai Gasparri'
“Il ritorno al futuro di Berlusconi è il ritorno al più lugubre passato”. La scomposizione tra Pdl, Fi, Fdi e Lega “interroga anche noi di Sc ma la nostra strada non è nel centrodestra. Stiamo nel campo dei moderati liberaldemocratici e riformatori”. Casini? Guarda al centrodestra, prima separiamo le strade meglio è.
L’operazione B. apre scenari, accelera contromosse in vista di una campagna elettorale che proprio il leader in “decadenza” (da senatore) del Pdl da ieri ha aperto. Sc e Pd non possono non tenerne conto. A Intelligonews, Mariano Rabino parlamentare montiano, marca lo spazio di azione del partito e replica alle bordate di Giovanardi (Pdl). Senza se e senza ma … Onorevole Rabino, qual è il vero messaggio politico di Berlusconi? «Credo che Berlusconi tenti una sorta di ritorno al futuro, invece siamo di fronte a un ritorno al più lugubre passato, perché rieditare Forza Italia con le stesse parole d’ordine indicando il taglio della spesa pubblica e delle tasse dopo dieci anni che è stato al governo e non ha mai fatto nulla, anzi i suoi governi sono quelli che hanno incrementato la spesa pubblica, è una scenografia inaccettabile. Per non parlare delle solite tiritere contro la magistratura: da presidente del Consiglio non ha mai promosso una riforma della giustizia coerente con le esigenze del Paese». Ma come fa a tenere il governo Letta sugli aut-aut di Berlusconi su fisco e tasse? «Berlusconi ha messo un’ipoteca molto pericolosa sul futuro del governo e sul futuro del paese. Si parla di riduzione del cuneo fiscale per rilanciare la produttività, sono iniziative che rischiano di non essere messe in campo per le impuntature di Berlusconi e del Pdl sull’Imu. Credo, ahimè, che sia iniziata una lunga campagna elettorale che non farà bene al paese». Berlusconi sta in qualche modo riorganizzando il campo del centrodestra. E’ una sfida a Scelta Civica? «Berlusconi non farà passi indietro e non favorirà il rinnovamento del centrodestra, anzi ci sarà un’occupazione ancora più militare di quello spazio. E, nel campo moderato, questo interpella anche noi di Scelta Civica . Per noi la sfida è mettere in evidenza e far emergere le contraddizioni del messaggio di Berlusconi che fa acqua da tutte le parti. A mio avviso, noi dobbiamo posizionare Scelta Civica non su una deriva che porti ad allearsi con il centrodestra di Berlusconi. Non possiamo far parte di quell’arcipelago e chi tra noi coltiva l’illusione di partecipare alla ricostruzione del centrodestra se ne faccia una ragione». Eppure tra i centristi di Casini c’è la tentazione di un riavvicinamento al centrodestra. Qual è la sua posizione? «Secondo me, Scelta Civica non deve perdere neanche un’ora, un giorno, per distinguere definitivamente e in maniera conclusiva il proprio futuro da quello dell’Udc che, invece, sta tornando a guardare – legittimamente, per carità - al centrodestra immaginando magari che Berlusconi si ritirasse e che a prevalere fossero le colombe pidielline. Ritengo che sotto le insegne del Ppe italiano Scelta Civica non possa andare e che non abbia spazi in quella direzione». E qual è la direzione da prendere? «Il percorso è collocare Sc tra le forze liberali, democratiche, europee e combattere il Ppe nella sua versione più populista e antieuropeista, incarnata da esponenti del Pdl come Gasparri, Bondi, Brunetta che danno addosso a Olly Rehn e alla politica di rigore e serietà che ci ha portato fuori dal default. Ci deve essere una chiara e netta demarcazione tra noi e il centrodestra. Lo spazio nel quale collocarci è quello liberaldemocratico: dobbiamo convincere i liberali italiani a non farsi irretire da Berlusconi e lavorare su questo spazio mantenendo una posizione autonoma». Non teme che un Pdl fortemente connotato sui valori cattolici possa erodere consenso a Scelta Civica? «Sui moderati dico di no. Qualche cattolico reazionario se c’è, sicuramente potrà essere attratto. Dubito che Giovanardi possa essere un elemento di coagulo per molte persone. Mi domando poi cosa farà il Pdl senza Fi. Francamente, tra Giovanardi e Rotondi credo che l’uno non riuscirebbe a convincere l’altro…» Per Giovanardi Sc farà la fine della Lista Dini, troppo calibrata sulla visibilità di una persona. Cosa risponde? «Se la mettiamo sui contenuti, c’è uno spazio politico enorme per una forza liberale, democratica e autonoma rispetto ai vecchi schemi, capace di attrarre i veri modernizzatori, di destra e di sinistra, delusi da Pdl e Pd. In una prospettiva futura ci dobbiamo attrezzare anche ad avere una forza che non debba necessariamente dipendere dalla leadership di una persona. Dico questo, partendo dalla convinzione che Monti per Sc è un valore aggiunto e sarà lui a condurci in modo determinato e convinto alle europee».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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