Cani e gatti come cibi, ecco la prova

19 settembre 2013 ore 18:07, intelligo
di Micaela Del Monte.
Cani e gatti come cibi, ecco la prova
“Io al ristorante cinese non ci vado, quelli cucinano anche i cani e i gatti”.
Chi di noi non ha mai pronunciato o sentito pronunciare una frase simile? Crediamo una buona parte, ma siamo terribilmente spiacenti di annunciare che tutte queste voci sono… vere. Ebbene sì, ancora oggi milioni di cani e gatti vengono massacrati ed uccisi per fini alimentari. La carne di questi animali è, in Cina, un prodotto molto pregiato e richiesto. E sebbene questa pratica sia sta abolita nelle grandi città come Pechino e Hong Kong, intorno al commercio di queste carni esiste un vero e proprio mercato nero. Tutto sarebbe dovuto alla credenza secondo cui la loro carne ha poteri curativi ed è  in grado di proteggere dal freddo rigido. Così, ogni anno, circa 18 milioni di cani e 4 milioni di gatti muoiono per arricchire i cinesi. Dati allarmanti quelli diffusi dall'associazione Animal Equality che, attraverso indagini e pedinamenti, è riuscita a smascherarne il macabro mercato. E ora la chicca. Grandi allevamenti e l'importazione di razze giganti e gentili come i San Bernardo si stanno diffondendo in questa grande potenza asiatica. Tutto grazie al fatto che se incrociati con la razza locale Mongrel, ne ottengono  un’altra veloce e docile:  “cani da carne” che possono essere macellati a 4 mesi di vita. Così succede che le librerie hanno grandi sezioni di testi e video dedicate, dove gli orribili metodi di macellazione vengono spiegati. Peccato che l’erronea credenza che se il cane soffre la carne acquista sapore, sia ormai certezza per i cinesi. E vai con la carne di cane preconfezionata che  sta diventando sempre maggiormente disponibile nei supermercati. E poi c’è il discorso della pelliccia, come se non bastasse. Ulteriori indagini rivelano che quella dei cani macellati è la “guarnizione” perfetta per i capi di moda, o per le bigiotterie come anellini o accessori per capelli. Voci già circolate qualche anno fa ma che sono poi passate in cavalleria. Ad aggravare ulteriormente la situazione, già di per sé tragica, è il fatto che questi animali non vengano “acquistati” solo da appositi allevamenti, ma anche sottratti a proprietari ignari di tutto.  Ogni passaggio è documentato anche da foto, sempre di Animal Equality. Una cruenta sintesi dei fatti che qualcuno doveva pur fare.
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